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Bruxelles presenta un piano attenuato per 'prima l’industria interna'

Iede de VriesIede de Vries
La Commissione europea ha presentato una proposta attenuata per la reindustrializzazione europea. In essa gli Stati membri dell’UE sono più o meno obbligati a dare priorità più frequentemente e in anticipo ai prodotti europei. Ciò implica che anche prodotti cinesi più economici saranno parzialmente esclusi dal mercato UE.
Bruxelles presenta un piano attenuato 'prima l’industria interna' in mezzo a divisioni politiche.Foto: (Foto:www.info.gouv.fr)

È improbabile che la proposta del commissario UE (francese) Stéphane Séjourne superi intatta il processo politico a Bruxelles. È già noto che vari Stati membri dell’UE ritengono che l’UE debba imporre meno regole all’attività economica, anziché di più.

I sostenitori credono che gli Stati membri debbano soprattutto pensare alla posizione internazionale dell’UE nel panorama mondiale, tra grandi potenze come Cina e Stati Uniti. Se gli Stati membri continueranno a mettere il proprio interesse nazionale sopra ogni cosa, l’economia europea non diventerà mai un insieme grande e forte, avvertono.

Incoraggiare

La proposta, chiamata Industrial Accelerator Act, è stata completata dopo settimane di negoziati e modifiche all’interno della Commissione. Le nuove regole sono particolarmente importanti per la transizione energetica e l’economia. Si tratta tra l’altro della produzione di turbine eoliche, pannelli solari, batterie e auto elettriche.

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Una parte importante è che negli “appalti pubblici verdi” si potrà più frequentemente dare preferenza a prodotti realizzati nell’Unione Europea. Con questo, l’UE intende offrire maggiori opportunità alla propria industria. Restano possibili gli ordini da paesi amici (europei) non UE come Gran Bretagna, Norvegia o Svizzera.

Resistenze

Si stabiliscono anche requisiti sulla misura in cui i prodotti devono essere fabbricati in Europa. Ad esempio, alcune tecnologie devono essere per una gran parte composte da componenti realizzati all’interno dell’UE. Così, ad esempio, (i componenti per) le auto elettriche dovrebbero essere prodotti almeno per tre quarti nell’UE.

La proposta è stata messa a punto solo dopo negoziati intensi. All’interno della Commissione europea il testo è stato modificato più volte nell’ultimo anno e cambiato fino all’ultimo momento prima di poter essere adottato in versione definitiva.

I piani suscitano anche resistenze. Alcuni Paesi e aziende temono che regole supplementari rendano più difficile per le imprese competere a livello internazionale. Un gruppo di Stati membri dell’UE, guidato dalla Germania, sostiene di voler meno regolamentazioni e più commercio aperto. Secondo loro, l’industria europea deve soprattutto rimanere competitiva sul mercato globale.

Internazionale

La discussione si svolge sullo sfondo della crescente competizione internazionale. La forte posizione della Cina è spesso evocata in Europa come motivo per rafforzare la produzione interna. Anche le tariffe d’importazione americane variabili rappresentano un ostacolo sempre più grande per i prodotti europei.

La proposta della Commissione non è ancora definitiva. I piani devono ora essere discussi dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, dove sono possibili ulteriori modifiche prima dell’implementazione della legge.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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