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I Commissari Europei devono portare a termine i loro piani entro il prossimo anno

Iede de VriesIede de Vries
L'agenda agricola europea per il prossimo anno sarà in gran parte dominata dagli stessi temi che hanno caratterizzato i dibattiti nel 2022: l'introduzione della nuova Politica Agricola Comune e le conseguenze della guerra russa contro l'Ucraina. Nel primo semestre sarà la Svezia a presiedere a turno l'UE, nel secondo semestre invece la Spagna.

Nel primo semestre si dovrà vedere se la nuova PAC presenterà malanni infantili e problemi di attuazione. Dopo che alcune settimane fa – per ultima – è stato approvato da Bruxelles il piano strategico olandese, a seguito di anni di preparativi dettagliati questa nuova politica agricola può ora prendere avvio. Essa offre maggiore spazio alle priorità nazionali, il che indubbiamente porterà a più consultazioni e discussioni. 

L'Olanda considera il 2023 un anno di transizione. Da parte della Commissione Europea è stato già indicato che non si terrà rigidamente ai regolamenti e alle procedure, lasciando spazio all’esperienza pratica acquisita. Ma tra teoria e pratica certamente ci saranno ancora molte sopracciglia aggrottate…

Le conseguenze della guerra russa contro l'Ucraina si faranno sentire duramente anche il prossimo anno; non solo per gli agricoltori e i produttori alimentari, ma per tutti gli europei. L’avanzata militare russa ha portato lo scorso anno a una nuova Guerra Fredda tra Europa dell’Est e dell’Ovest, con tutte le conseguenze del caso. 

Le sanzioni internazionali contro il regime di Putin costringono i paesi dell’UE a una riorientazione geopolitica, inclusa una nuova politica energetica (leggi: gas più caro, fertilizzanti, boicottaggio commerciale ecc.). L’agricoltura europea dovrà nel prossimo semestre affrontare la questione se reintrodurre dazi all’importazione per l’export agricolo ucraino, o se continuare a “sostenere comunque” l’Ucraina.

Inoltre nell’agenda agricola europea vi sono almeno una decina di dossier latenti che o verranno risolti ordinatamente, o si esauriranno rapidamente, oppure potrebbero comunque portare a conflitti.

I Commissari vogliono che vari piani vengano gestiti e portati a termine in tempo, per evitare che le loro proposte siano “trascinate oltre le elezioni”. Dal piano annuale recentemente pubblicato risulta già che diverse intenzioni dovranno essere posticipate.

L’anno solare 2023 sarà comunque un anno particolare per la politica europea. In autunno inizieranno le campagne per le elezioni della primavera 2024 per un nuovo Parlamento Europeo. Il periodo di campagna è per i politici spesso un momento in cui polarizzare le divergenze, rendendo più difficile il compromesso. Perciò i Commissari non vedono nella campagna il momento migliore per far passare con successo le loro decisioni importanti e drastiche attraverso il Parlamento Europeo. 

Questo potrebbe rappresentare un problema per il pacchetto di recupero ambientale, fertilizzanti e prodotti fitosanitari dei Commissari Timmermans, Sinkevicius e Kyriakides. Molti ministri europei dell’agricoltura vogliono prima uno studio supplementare (incluso almeno un ritardo di sei mesi?). Inoltre la Commissione Agricoltura frena, i Commissari affermano di essere disposti a trovare compromessi, mentre la Commissione Ambiente vuole gestire queste leggi su natura e coltivazioni proprio prima dell’inizio della campagna elettorale. 

Per i Commissari Europei il loro mandato scade solo nel novembre 2024. Hanno quindi ancora quasi due anni davanti a sé, ma incluso un Parlamento in campagna elettorale, poi un nuovo Parlamento che dovrà ancora entrare a regime. E dopo rimane da vedere quali Commissari “potranno restare” e se manterranno lo stesso portafoglio di competenze.

Quindi l’attuale Commissione resterà in carica per tutto il 2023. Per nuovi piani e bilanci hanno bisogno dell’approvazione dei Consigli dei ministri specifici e del Parlamento Europeo. Ciò avviene solitamente nel trilogo, una trattazione dettagliata che richiede molto tempo per discutere punto per punto e le cifre spese.

Nel settore agricolo vi sono molti dossier latenti che devono ancora essere “smussati” nei triloghi. E per molti di essi già si sa che ci sono notevoli divergenze di opinione, con conseguente crescente possibilità di ritardi…

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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