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Vertice d'urgenza sulle proteste polacche contro l'esportazione libera del grano ucraino

Iede de VriesIede de Vries
I presidenti di Polonia e Ucraina, Andrzej Duda e Volodymyr Zelenskyy, si incontreranno a breve, possibilmente già questo fine settimana.

I due capi di Stato devono trovare una soluzione al rinnovato rischio di blocco dei valichi di confine da parte dei contadini polacchi in protesta. Su questo punto la Polonia rischia anche un conflitto con le norme commerciali e doganali dell’Unione Europea.

Un portavoce del governo a Varsavia non ha voluto rivelare dettagli sul luogo e l’ora dell’incontro tra Duda e Zelensky, citando "aspetti di sicurezza". Nelle ultime settimane i rapporti tra i due Paesi confinanti si sono fortemente raffreddati a causa della questione del grano, nel pieno della calda campagna elettorale per le elezioni parlamentari polacche del 15 ottobre.

Martedì l’Ucraina ha avvertito che potrebbe ricorrere all’arbitrato internazionale contro le restrizioni sull’esportazione del proprio grano. Questo fine settimana scade un divieto temporaneo, che cinque Paesi confinanti con l’UE (i cosiddetti ‘Paesi di prima linea’) ritengono debba essere prorogato.

Grazie alle restrizioni temporanee imposte a maggio, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia hanno potuto proibire la vendita interna di grano, mais, colza e semi di girasole ucraini, mentre il transito verso altri Paesi è stato consentito.

Essi sostengono che i prodotti agricoli ucraini (a basso costo, in parte sostenuti dall’UE) non dovrebbero essere immessi sul loro mercato nazionale. È però permesso il trasporto via terra e ferrovia (in container sigillati) verso altra destinazione.

Il commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski condivide questa posizione, ma gli altri commissari UE no. Inoltre, il commissario polacco per l’Agricoltura sostiene che l’UE dovrebbe concedere un sussidio per i costi di trasporto extra del grano ucraino verso i porti comunitari.

Questa situazione genera tensioni non solo tra Varsavia e Kiev, ma anche tra Varsavia e Bruxelles e all’interno dei 27 commissari UE.

La questione è stata approfonditamente discussa martedì e mercoledì sia al Parlamento Europeo sia nella riunione settimanale della Commissione Europea, a cui hanno partecipato anche grandi delegazioni di quei cinque Paesi. L’attuale “divieto di esportazione” scade venerdì. Per la sua proroga e un eventuale sussidio aggiuntivo Wojciechowski e i Polacchi e Ungheresi contrari necessitano di un nuovo provvedimento della Commissione.

Si dice che Bruxelles possa accettare una proroga molto breve, al massimo di due mesi, ma comunque ben oltre le elezioni parlamentari polacche.

Il fatto che l’agricoltura in questi cinque Paesi subisca danni a causa dell’eliminazione, da parte dell’UE, delle quote e dei dazi doganali per l’Ucraina non UE è un punto di controversia importante nella retorica elettorale tra sostenitori e oppositori della politica agricola europea in Polonia.

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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