La nuova presidente della Commissione Europea vuole che il primo ministro Boris Johnson proponga un candidato britannico per la Commissione Europea entro la fine di questa settimana. Ursula von der Leyen ha inviato a Johnson una seconda lettera ufficiale a riguardo. Un portavoce a Bruxelles ha preferito non speculare su cosa accadrà se i britannici non collaboreranno in tempo.
Nella sua seconda lettera Von der Leyen ricorda che sono stati gli stessi britannici a chiedere una proroga per la Brexit, e pertanto il Regno Unito è ancora membro dell’Unione Europea e deve quindi indicare un nuovo commissario per la nuova Commissione. Ieri la stampa britannica ha riferito che il premier si atterrà alla legge. All’inizio di quest’anno Johnson aveva dichiarato categoricamente che si sarebbe rifiutato di inviare un nuovo commissario britannico a Bruxelles.
Von der Leyen desidera che la sua nuova Commissione Europea inizi ufficialmente il 1° dicembre, un mese più tardi rispetto al piano originario. Tuttavia il Parlamento Europeo ha respinto tre candidati commissari, per i quali è stato necessario trovare dei sostituti, causando il primo ritardo.
I tre nuovi candidati (da Francia, Romania e Ungheria) saranno ascoltati giovedì a Bruxelles dal Parlamento Europeo. In tal modo la nuova Commissione potrebbe essere formalmente insediata nella sessione plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo a fine novembre e iniziare a lavorare il 1° dicembre.
Se il primo ministro britannico dovesse proporre un commissario UE questa settimana, il Parlamento Europeo dovrà interrogare e valutare la candidatura in un’audizione straordinaria la settimana successiva. In teoria Johnson potrebbe anche proporre di lasciare in carica per un po’ l’attuale commissario britannico Julian King.
Johnson finora si è mantenuto distante. Temendo che la nomina di un candidato – che rimarrebbe in Commissione fino al concretizzarsi della Brexit – fornisca munizioni ai suoi avversari politici, i quali la interpreterebbero come la prova che non vuole uscire il Regno Unito dall’UE. Johnson vuole evitare questa situazione alla vigilia delle elezioni nazionali del 12 dicembre.
Negli ultimi giorni i diplomatici britannici a Bruxelles hanno suggerito che Johnson presenterà un candidato solo dopo le elezioni. In tal caso la nuova Commissione potrebbe iniziare al più presto a febbraio, con un ritardo di tre mesi rispetto al previsto. Von der Leyen ritiene questa ipotesi inaccettabile e perciò aumenta la pressione su Londra.
Nel frattempo gli esperti legali a Bruxelles hanno esaminato cosa accadrebbe se Johnson non proponesse alcun candidato. È emerso che ogni Paese UE ha il diritto di indicare un proprio candidato, ma non è obbligato a farlo. Si conclude inoltre che la nuova Commissione può avviare i lavori anche con 27 commissari.

