Se almeno quattro di questi cinque Stati membri dovessero votare contro una proposta, ciò potrebbe impedire la maggioranza qualificata richiesta. Non è ancora chiaro se per concessioni ai contadini protestanti saranno necessari effettivamente decisioni maggioritarie a livello UE.
I contadini europei protestano da alcune settimane contro il calo dei redditi e l’aumento dei costi, contro la concorrenza sleale delle importazioni e contro le leggi del Green Deal e le normative climatiche. In risposta, a Bruxelles si sta lavorando a un pacchetto di “semplificazioni” che sarà discusso per la prima volta la prossima settimana (24 e 25 marzo) in un Consiglio informale non pubblico dei Ministri dell’Agricoltura.
La presidenza belga dell’UE ha annunciato precedentemente che il 15 marzo presenterà un primo pacchetto di misure “amministrative” per alleviare il carico di lavoro e gli oneri nel settore agricolo. Inoltre, fino all’autunno è in corso un sondaggio tra gli agricoltori su quali soluzioni essi considerino efficaci.
“Per noi è fondamentale poter comunicare con gli agricoltori prima dell’autunno riguardo ai cambiamenti a medio termine e rendere tali cambiamenti il più visibili possibile”, affermano nella loro lettera i ministri, tra gli altri, di Francia, Spagna, Polonia e Italia.
Il ministro olandese dell’Agricoltura Piet Adema ritiene che la politica agricola non debba essere ampliata al punto che ogni Paese possa soddisfare i propri agricoltori con regole ed eccezioni proprie. In una lettera al Parlamento, Adema sottolinea che non si devono abbassare le ambizioni, ma che la transizione verso un settore agricolo sostenibile “deve essere in linea” con gli obiettivi ecologici.
Adema nella lettera non fa riferimenti al sostegno dei suoi 22 colleghi UE né ai sussidi agricoli della PAC. Tuttavia, chiarisce di mantenere la sua posizione su precedenti richieste olandesi riguardo al benessere degli animali e alla sicurezza alimentare. Inoltre guarda già a diversi altri dossier ambientali irrisolti nel settore agricolo. Ribadisce che Paesi Bassi mantengono la posizione secondo cui, nella lotta contro lo spreco alimentare, non è necessaria solo una riduzione a livello di famiglie e aziende di ristorazione, ma anche in agricoltura.
Adema anticipa nella sua lettera la prossima valutazione europea della direttiva Nitrati, la quale potrebbe portare anche per l’allevamento olandese a requisiti più severi contro l’inquinamento del suolo e delle acque. Anche l’utilizzo di letame potrebbe essere sotto pressione. Adema collega questa questione nitrati alla proposta olandese (già presentata) di autorizzare letame animale altamente lavorato che rispetti i cosiddetti criteri Renure.
Riafferma inoltre che i Paesi Bassi vogliono ridurre l’uso di pesticidi chimici in agricoltura. Adema discuterà questi (e altri) temi mercoledì a Bruxelles con il Commissario all’Ambiente Virginius Sinkevicius. Sull’agenda dell’incontro non sono stati comunicati dettagli, se non che il Ministero dell’Agricoltura ha frequenti consultazioni con la Commissione Europea a vari livelli. Questo appuntamento tra il ministro e Sinkevicius è un aggiornamento, richiesto dai Paesi Bassi, su “diversi argomenti, come la sostenibilità dell’agricoltura”.

