A marzo la Commissione Europea terrà una consultazione pubblica sugli effetti del Green Deal sull'agricoltura. Nelle prossime quattro settimane Bruxelles avvierà una consultazione pubblica sull'imminente importazione di materie prime dannose per l'ambiente provenienti da paesi extra-UE.
I Commissari UE Wojciechowski (Agricoltura), Sinkevicius (Ambiente) e Kyriakides (Salute) lo hanno dichiarato lunedì a Bruxelles di fronte ai 27 ministri dell'agricoltura dell'UE.
Molti ministri ritengono che l'UE debba elaborare una risposta alle accuse provenienti dal settore agricolo secondo cui, a causa del Green Deal, della politica climatica e della strategia “dal campo alla tavola”, l'agricoltura europea produrrà in futuro meno cibo, che probabilmente sarà anche più caro. Vi è il timore di un'importazione di varianti più economiche che non sono state prodotte secondo i criteri UE.
Per questo motivo la Commissione Europea ha preparato negli ultimi mesi diverse nuove regolamentazioni che, anche se lunedì a Bruxelles erano trattate separatamente in agenda, insieme potrebbero costituire una nuova “regolamentazione doganale verde”.
Ad esempio il ministro francese dell'Agricoltura Julien Denormandie ha recentemente proposto una “norma specchio”: reciprocità per i paesi extra-UE che nei trattati commerciali devono rispettare le stesse “regole ambientali” degli agricoltori europei.
Inoltre Bruxelles lavora da tempo a una regolamentazione che limita l'importazione di sei prodotti che possono essere prodotti solo su larga scala distruggendo aree di foresta vergine, come in Brasile e Indonesia. Le attuali norme forestali UE mirano soprattutto a bloccare l’importazione di “legno illegale”, ma l’espansione illegale di grandi aree agricole può essere contrastata anche attraverso le coltivazioni (soia ecc.).
Tutti i paesi UE concordano che la politica commerciale europea (ormai obsoleta) debba essere “allineata” alle politiche rinnovate di Clima, Ambiente, Agricoltura e Biodiversità. Però diversi paesi hanno avvertito di non avere aspettative troppo elevate: le regole internazionali ONU e WTO non consentono protezionismi di mercato. Inoltre anche l’UE stessa ha regole su trattati commerciali “equi”.
Sulla coerenza di tutte queste norme si terranno consultazioni con le istituzioni agricole europee a marzo, probabilmente ad aprile sarà presentato uno studio preliminare e a giugno la Commissione Europea proporrà misure concrete.

