Gli ambasciatori dei 27 paesi dell'UE non hanno preso una decisione sulla nuova legislazione sui pesticidi. La votazione è stata rimossa dall'agenda perché non si prevedeva un sostegno sufficiente al compromesso. Di conseguenza, rimane per ora incerto quando i paesi UE riusciranno a prendere una posizione comune.
Ritardo
La Commissione Europea vuole accelerare l’innovazione e allo stesso tempo ridurre la burocrazia. La mancanza di un accordo sull'intero pacchetto rallenta quindi anche l’approvazione di nuovi prodotti. Questo approccio fa parte di una più ampia strategia agricola europea, in cui innovazione, ricerca e una produzione alimentare più sostenibile fino al 2040 occupano un ruolo importante.
Bruxelles desidera accelerare i cambiamenti nell'agricoltura e rendere nuove soluzioni disponibili più rapidamente. Secondo questi piani, nuove tecnologie e soluzioni innovative devono passare più rapidamente dalla ricerca alla pratica agricola quotidiana. Con questo la UE intende anche rafforzare la competitività dell'agricoltura e del settore alimentare europeo.
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Lettera aperta
Di fronte a questo desiderio di accelerazione, emergono preoccupazioni sugli effetti di regole più permissive. Centinaia di scienziati europei mettono in guardia, in una lettera aperta, sui potenziali rischi per la biodiversità, la salute e l’indipendenza della ricerca scientifica. Essi vogliono che le decisioni restino basate su prove scientifiche indipendenti.
Anche le organizzazioni ambientali si oppongono alla proposta di allentamento. Esse esortano cittadini e politici a mantenere la protezione esistente di uomo, natura e acqua. La discussione ruota quindi sempre più attorno a come combinare un'innovazione più rapida con una sufficiente salvaguardia della salute e dell’ambiente.
A posteriori
Durante i negoziati, i Paesi Bassi hanno ottenuto una clausola che prevede un sistema di allerta per i casi in cui, a posteriori, si scopra che una sostanza autorizzata è più dannosa di quanto si pensasse inizialmente.
Anche il Parlamento europeo sta lavorando a una propria posizione. Proposte in quel contesto stanno provocando altre discussioni. Pertanto, anche se i paesi UE raggiungessero un accordo, la legislazione non sarebbe ancora definitiva. Successivamente, Consiglio, Parlamento europeo e Commissione europea dovranno negoziare ulteriormente le regole finali.

