Timmermans si è mostrato soddisfatto martedì pomeriggio del fatto che la sua proposta abbia ricevuto il sostegno della maggioranza dei Ministri dell'Ambiente dell’UE. Persino paesi che affermano di non essere ancora a favore del disegno di legge (come i Paesi Bassi - ndr), secondo lui riconoscono comunque che gli Stati membri dell’UE devono garantire un miglioramento della natura, o quantomeno evitare un ulteriore suo deterioramento.
Timmermans ha dichiarato che le modifiche recenti alla proposta non rappresentano indebolimenti poiché fin dall’inizio non vi era alcun ‘obbligo di risultato’. Non concorda con le critiche delle organizzazioni ambientaliste secondo cui la proposta sia stata così indebolita da non poter portare a un reale miglioramento della natura.
Non è d’accordo con la risposta del ministro Van der Wal, che ha detto che ‘c’è il rischio di giuridificazione della politica ambientale e che i giudici possano intervenire ovunque’. Van der Wal ha dichiarato martedì di voler tentare nei prossimi mesi nel confronto a tre parti di ridurre ulteriormente questo rischio.
La legge sul ripristino della natura è un regolamento europeo. Essa stabilisce che i paesi devono elaborare un piano per il ripristino della natura. Il contenuto di tale piano è flessibile a seconda del paese. Più chiaramente i paesi indicano limiti e obiettivi nel loro piano, e più concretamente specificano compiti e dati numerici, meno spazio avranno i giudici per ‘interpretare’ il regolamento, è la valutazione.
Riguardo al blocco minacciato nel Parlamento europeo dal PPE/CDA, Renew/VVD, ECR/SCP, JA21 e FvD, Timmermans ha ricordato l’accordo di coalizione siglato nel 2019 tra i tre partiti di centro. Sulla base di quell’accordo il PPE ha collaborato in modo costruttivo negli ultimi anni ad altre leggi sul clima, come il pacchetto Fit for 55 contro le emissioni di gas serra da CO2. Un membro del PPE (Peter Liese) è stato addirittura relatore sulle proposte riguardanti il sistema di scambio delle emissioni ETS.
Timmermans ha esortato il leader del gruppo PPE Manfred Weber a presentare proposte concrete, compromessi o richieste ‘in modo da poter discutere sul merito. Partecipare ai negoziati significa per definizione poter ottenere anche le proprie priorità in un risultato finale. Se non sei al tavolo, allora il contenuto non potrà mai spostarsi dalla tua parte’, ha detto.

