"Questa è una prima concreta risposta politica per venire incontro alle preoccupazioni degli agricoltori riguardo al loro reddito", afferma la Commissione. La presidente Ursula von der Leyen vuole concedere flessibilità agli agricoltori in un momento in cui stanno affrontando molteplici sfide.
Gli agricoltori rispondono con scetticismo all'annuncio. Lo definiscono un segnale di buona volontà, ma affermano che sarà necessario molto di più. Rinviare di un anno è solo un comportamento dilatorio, dice un leader agricolo belga.
La norma sul terreno agricolo lasciato incolto fa parte della politica agricola europea da alcuni anni, ma finora non è stata attuata. La misura è stata ideata per far riposare i terreni coltivati e migliorare così la biodiversità. La guerra in Ucraina ha costretto la Commissione Europea due anni fa a rinviare l'applicazione, temendo che ciò potesse mettere a rischio l'approvvigionamento alimentare.
Gli agricoltori che vogliono accedere ai sussidi europei devono anche utilizzare una parte dei loro terreni coltivati per far crescere colture fissatrici di azoto - come per esempio le lenticchie - i cosiddetti coltivi coprenti. Anche questa misura UE è vista da molti agricoltori europei come un’ingerenza nelle loro pratiche quotidiane. Lo interpretano come un simbolo delle regole sempre più rigide imposte dall’Unione Europea.
Giovedì è previsto un vertice europeo a Bruxelles. Le proteste degli agricoltori e la politica agricola europea hanno una posizione di rilievo nell’agenda. I capi di governo europei devono ancora dare la loro approvazione prima che il rinvio diventi definitivo. Belgio e Francia sono già grandi sostenitori.
Al Consiglio europeo si discuterà anche delle trattative con il premier ungherese Viktor Orbán, che a dicembre ha posto il veto su 50 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina. All’ordine del giorno c’è anche il sostegno militare a Kiev. Cinque leader europei, tra cui i presidenti di Germania e Francia e il primo ministro olandese Mark Rutte, hanno congiuntamente chiesto in una lettera aperta di continuare il supporto all’Ucraina.
"All’inizio del 2023 l’Unione Europea si era impegnata a fornire un milione di granate all’Ucraina entro la fine di marzo 2024. La dura realtà è che non abbiamo raggiunto questo obiettivo", si legge inoltre nella lettera aperta sul 'Financial Times'.

