La Francia non può più richiedere che sulle confezioni di latte sia indicata l’origine francese del latte. Secondo la Corte suprema francese, tale regolamento era illegittimo perché non esiste alcuna correlazione tra l’origine e la caratteristica del prodotto. Lo stesso aveva già affermato la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE).
Nel 2017 il governo francese aveva avviato – su richiesta urgente degli agricoltori francesi – un progetto pilota biennale per l’etichettatura dell’origine degli alimenti lavorati.
Il progetto pilota è stato prorogato nel 2019, nonostante le proteste del dipartimento legale dell’UE. Dopo il reclamo della caseificio francese Lactalis per “distorsione del mercato”, tale obbligo di etichettatura francese è stato ora abolito.
Gli agricoltori francesi hanno criticato duramente la decisione della massima autorità amministrativa. La Federazione nazionale degli agricoltori francesi (FNSEA), l’organizzazione dei giovani agricoltori (JA) e l’associazione dei produttori di latte (FNPL) parlano di un “inaccettabile passo indietro”.
La Commissione Europea intende estendere le etichette dell’origine europea ai prodotti alimentari esistenti (carne fresca, frutta e verdura) ad altre categorie di prodotti (compreso il latte) come parte della sua strategia “dal produttore al consumatore”.
Attualmente Bruxelles sta conducendo uno studio di fattibilità su un’etichetta che non faccia distinzione per paese, ma soltanto tra “UE” e “non UE”. Diversi paesi dell’UE si oppongono alle etichette di origine “nazionali” se queste sono utilizzate esclusivamente per favorire i prodotti locali e ostacolare l’export estero.

