Nel parlamento fiammingo di Anversa e nell’agricoltura belga è scoppiato un acceso dibattito sulla problematica dell’azoto. Dopo che la scorsa settimana una sentenza giudiziaria ha sospeso la registrazione PAS fiamminga delle emissioni di azoto, da ora in poi per ogni nuova attività dovrà essere completata una procedura completa di valutazione d’impatto ambientale (MER).
Nella cittadina di Kortessem, nel Limburgo, un’azienda avicola voleva costruire un nuovo capannone per circa 80.000 polli. Di conseguenza l’azienda avrebbe emesso 6.850 chili di azoto all’anno. Secondo il giudice, l’allevatore fiammingo non può dimostrare che l’espansione non danneggerà ulteriormente l’area naturale.
Poiché l’80% delle aree Natura 2000 belghe soffre di un eccesso di azoto, da alcuni anni il Fiandre viola la direttiva Habitat. È la prima volta che un giudice belga sospende un permesso esclusivamente per motivi legati all’azoto. Nei media fiamminghi si parla già di “situazioni olandesi”.
La ministra fiamminga dell’Economia e dell’Agricoltura Hilde Crevits (CD&V) ha detto durante il dibattito parlamentare che potrebbero essere necessarie misure dure e incisive. La sua collega dell’Ambiente, ministra Zuhal Demir (N-VA), ha dichiarato che le autorità ora saranno caute per ogni richiesta di permesso e che sarà necessaria una valutazione individuale di ogni fascicolo presentato.
Dal dibattito è emerso anche che i funzionari belgi da anni cercano di creare una solida base giuridica sotto la registrazione PAS, e che la sentenza del tribunale non è arrivata del tutto inaspettata. Ciò ha però causato accuse secondo cui il governo e i ministeri non avrebbero fatto abbastanza negli ultimi anni.
La ministra Crevits ha detto che il governo si aspetta molto (in termini di riduzione dell’azoto) da miglioramenti innovativi, ma ha anche sottolineato che serviranno soprattutto misure nell’allevamento intensivo. E che non si tratterà solo di «azoto nell’aria», ma anche di «sostanze chimiche nel suolo e nelle acque potabili» e di «biodiversità nell’agricoltura».
I ministri fiamminghi hanno ora il compito di elaborare un piano definitivo fiammingo legalmente inattaccabile per combattere l’inquinamento da azoto. Ciò potrà avere grandi conseguenze non solo nell’agricoltura, ma anche nel resto del Belgio per vari permessi ambientali e piani edilizi.
I permessi ambientali in Belgio sono suddivisi in tre zone: rossa, arancione e verde. Nelle zone rosse deve essere fermato e ridotto l’inquinamento ambientale, nelle zone arancioni non deve aumentare. Nelle zone verdi, le aziende agricole che vogliono espandersi devono indicare in una valutazione di impatto ambientale quanto aumenteranno le loro emissioni di azoto. Questo deve essere controllato da esperti indipendenti.
Solo se l’incremento previsto di azoto rimane sotto il cinque per cento, non è necessario un rapporto MER. Il tribunale ha ora stabilito che è sempre necessaria un’indagine, anche per piccoli aumenti.

