Le elezioni sono descritte come un momento cruciale per Bulgaria. Il paese torna alle urne per la quinta volta in otto anni dopo un periodo di tensioni politiche e incertezza continua sul corso di coalizioni governative sempre mutevoli.
Quell'instabilità è collegata alla mancanza di maggioranze stabili. In vari media bulgari si segnala che i partiti ripetutamente non riescono a collaborare a lungo termine, facendo cadere rapidamente i governi e rendendo necessarie nuove elezioni.
All'interno dell'UE
Anche la posizione della Bulgaria nell'Unione Europea gioca un ruolo. C'è molta critica riguardo criminalità e corruzione nel paese, con legami trasversali tra politici e uomini d'affari. L'esito delle elezioni può avere ripercussioni sulla cooperazione con i partner europei e sul ruolo del paese nelle relazioni internazionali.
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Inoltre si parla di un più ampio ciclo di instabilità politica. Secondo varie fonti i governi successivi non sono riusciti ad affrontare problemi strutturali, indebolendo ulteriormente la fiducia nella politica.
Frode elettorale
Contemporaneamente le autorità puntano a una dura repressione delle frodi elettorali. Diversi reportage indicano che sono state adottate misure contro compra-voti e manipolazioni, comprese arresti e operazioni nazionali.
Si tiene inoltre conto dei tentativi di influenzare le elezioni dall’estero. Diverse fonti riferiscono che il governo bulgaro ha preso provvedimenti per contrastare interferenze e proteggere il processo elettorale.
In particolare si sottolineano preoccupazioni riguardo a influenze straniere (in particolare russe). Alla vigilia del voto i sondaggi mostrano che il nuovo partito Bulgaria Progressista dell'ex presidente Rumen Radev è relativamente forte, contribuendo a un esito elettorale imprevedibile.

