Il vicepresidente Habeck (Verdi) ha sottolineato che la Germania deve investire su larga scala in infrastrutture moderne e tecnologie per rendere l'industria pronta per il futuro e accelerare la transizione energetica. Il sostegno è rivolto a tutte le imprese, dalle piccole e medie aziende ai grandi attori industriali e alle startup.
Il ministro dell’Economia “verde” prevede che con un contributo del 10% si possano attivare investimenti per miliardi. Una misura fiscale simile fu adottata anche dopo la riunificazione del 1989 per modernizzare il più rapidamente possibile la Germania orientale.
In precedenza Habeck aveva già sostenuto l’analisi dell’ex primo ministro italiano Draghi per l’UE, che invita i paesi europei a modernizzare le proprie economie per non rimanere indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina.
La proposta di Habeck arriva in un momento critico, mentre l’economia tedesca rischia nuovamente di cadere in recessione. La crescita economica della Germania resta inferiore a quella di altri paesi europei, con una contrazione dello 0,2% prevista per il 2024 e una flessione dello 0,3% nel 2023.
Le imprese tedesche hanno reagito prevalentemente positivamente alla proposta di sostegno da miliardi. In particolare l’industria accoglie favorevolmente i piani, vista l’intenzione di passare rapidamente a energie sostenibili e nuove tecnologie. Per molte aziende il fondo rappresenta le indispensabili misure finanziarie di stimolo per fare investimenti verdi altrimenti non realizzabili.
Dal punto di vista politico, il piano divide le tre forze della coalizione. L’SPD sostiene la proposta e la considera un passo fondamentale. Più critico si mostra il partito liberale FDP.
Il ministro delle Finanze Christian Lindner afferma che il piano deve essere fortemente limitato. Secondo il membro dell’FDP, aumentare il debito pubblico potrebbe essere rischioso, alla luce di una recente sentenza della Corte Suprema su un precedente piano di investimenti respinto.

