Il Nuovo Partito (Yeni Parti) dispone fin dalla sua fondazione di 91 seggi nel parlamento di 600 membri. Ciò lo rende immediatamente il secondo partito più grande del paese, dopo il partito islamista al governo AK dell'attuale presidente Recep Tayyip Erdogan. Il CHP è rimasto con soli 44 parlamentari.
Per ordine del giudice
La scissione è il risultato di un lungo conflitto sulla leadership del CHP. Le tensioni sono iniziate dopo che Özel è stato eletto presidente del partito nel 2023. Un tribunale ha dichiarato successivamente nullo quel congresso di partito e lo ha rimosso dalla sua carica. L'ex leader di partito Kemal Kilicdaroglu è quindi stato reintegrato come leader dal giudice.
Secondo Özel e i suoi sostenitori, le procedure legali facevano parte di una più ampia campagna guidata dallo stato per indebolire l'opposizione. Il governo turco respinge tali accuse e sostiene che il potere giudiziario opera in modo indipendente. La contrapposizione su questo tema è diventata ormai una parte centrale del dibattito politico.
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Avversario
Anche le cause legali contro il CHP, diversi comuni amministrati dal partito e il sindaco incarcerato di Istanbul, Ekrem Imamoglu, giocano un ruolo importante nella crisi. Özel e il suo nuovo partito continuano a sostenere Imamoglu come principale candidato per sfidare Erdogan nelle prossime elezioni presidenziali.
Punto di svolta
Sotto la guida di Özel, il CHP aveva già ottenuto una grande vittoria alle elezioni comunali del 2024. Quel risultato elettorale è considerato un punto di svolta importante, dopo il quale le tensioni politiche e legali intorno all'opposizione sono aumentate ulteriormente.
Il nuovo partito YP si presenta come la continuazione della linea politica seguita da Özel negli ultimi anni. Ha dichiarato che il passaggio rappresenta l'inizio di una nuova forma di resistenza contro gli attuali detentori del potere conservatori in Turchia.

