La Cina esercita pressioni economiche sui paesi europei affinché non escludano le apparecchiature del fornitore cinese di telecomunicazioni Huawei dalle loro infrastrutture 5G. In caso contrario, ciò si tradurrà in ripercussioni in altri ambiti commerciali, si dice.
La scorsa settimana un giornale danese ha riportato di un incontro segreto tra il primo ministro delle Isole Faroe e l'ambasciatore cinese in Danimarca. Le isole dipendono in gran parte dall'esportazione del salmone, di cui una grossa fetta è destinata al mercato cinese. L’ambasciatore cinese avrebbe minacciato di annullare un trattato di libero scambio attualmente sul tavolo.
Nel weekend scorso è inoltre emerso che anche l’ambasciatore cinese in Germania ha fatto una minaccia simile. In Germania infatti cresce l’opposizione all’uso delle apparecchiature Huawei nelle reti 5G. È in discussione una proposta legislativa per un ampio divieto ai fornitori 5G «non affidabili».
Il nuovo ministro italiano dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ritiene che l’azienda cinese, accusata dagli Stati Uniti di spionaggio, non debba essere esclusa dal dispiegamento del 5G. Il ministro smentisce così la commissione parlamentare italiana per i servizi di intelligence e sicurezza, che aveva consigliato di escludere le imprese cinesi dallo sviluppo delle reti ultraveloci in Italia.
Il governo statunitense ha svolto un'intensa attività di lobbying in Italia e in altri Paesi europei, come la Germania, per impedire l’uso delle apparecchiature Huawei nelle reti 5G. Inoltre, gli USA hanno consigliato di monitorare attentamente gli accordi con la cinese ZTE. Finora sia Huawei che ZTE hanno negato tutte le accuse.
La scorsa settimana Huawei ha risposto alle conclusioni della commissione parlamentare italiana affermando che l’azienda rispetta la legge italiana e che ogni accusa è motivata da ragioni geopolitiche.
Inoltre, la società cinese ha fatto una proposta allettante, promettendo un investimento di 3,1 miliardi di dollari in Italia. Telecom Italia sta attualmente selezionando fornitori per aggiornare la sua infrastruttura di rete. Anche Huawei sarebbe tra i principali candidati.
All’inizio di quest’anno il governo britannico ha autorizzato Huawei a collaborare nell’espansione della rete 5G britannica. La National Security Council britannica ha concordato la scorsa settimana che Huawei può contribuire in misura limitata alla parziale espansione della rete, ad esempio con antenne e altre infrastrutture «meno essenziali». Anche nei Paesi Bassi si sta valutando di autorizzare Huawei per la realizzazione di internet ultraveloce, ma non per le parti sensibili relative allo spionaggio.

