La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso con sei voti contro tre che il presidente Trump aveva oltrepassato le sue competenze imponendo tariffe d'importazione ampie. Secondo la Corte, la legge di emergenza utilizzata non offriva una base legale per tali misure.
La sentenza colpisce il fulcro della politica commerciale di Trump. Le cosiddette tariffe reciproche o globali, applicate praticamente su tutte le merci in entrata, non possono dunque essere mantenute sulla base giuridica scelta.
Commissione Commercio
Al Parlamento Europeo la sentenza ha portato a un'azione immediata. La Commissione Commercio si riunirà in seduta d'urgenza lunedì per valutare le conseguenze. Una votazione programmata sull'attuazione dell'accordo commerciale con Washington è così messa in dubbio.
Promotion
L'incertezza riguarda l'accordo stipulato la scorsa estate. Questo prevedeva una tariffa generale del quindici per cento sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, mentre l'UE avrebbe eliminato i dazi d'importazione sui beni industriali americani.
Ora che la base giuridica delle ampie tariffe di Trump è venuta meno, sorge la domanda su cosa ciò significhi per la validità e l'esecuzione di tali accordi. Anche i dazi già pagati vengono così messi in una nuova prospettiva.
Chiarimenti
La Commissione Europea afferma di mantenere stretto contatto con il governo americano. Bruxelles chiede chiarezza sui prossimi passi e sottolinea che le imprese hanno bisogno di stabilità e prevedibilità.
Trump ha reagito duramente alla sentenza e poco dopo ha annunciato una nuova tariffa mondiale del dieci per cento. Con ciò tenta di proseguire la sua linea commerciale, nonostante la battuta d'arresto alla Corte Suprema. Martedì Trump terrà un discorso importante sul presunto successo della sua politica economica.
I leader europei hanno reagito con cauta positività alla sentenza, ma hanno anche indicato che l'incertezza permane. Per gli esportatori su entrambi i lati dell'Atlantico non è ancora chiaro quali regole prevarranno in definitiva.

