Questa risoluzione è una reazione a un precedente rapporto della Commissione Europea (dicembre 2022), che ha analizzato le conseguenze della guerra russa contro l'Ucraina e il disturbo nelle esportazioni di cereali e alimenti.
I Commissari UE avevano allora concluso che a causa di quella guerra non c’erano carenze alimentari in Europa, e che vi erano solo a breve termine alcuni problemi di trasporto ed esportazione. I politici dell’agricoltura non erano d’accordo con questo approccio rassicurante della Commissione Europea. Su loro sollecitazione, nella nuova politica agricola comune (PAC) pluriennale dell’UE sono già state inserite due deroghe temporanee per la produzione alimentare.
Inoltre sono stati istituiti "corridoi cerealicoli" e l’esenzione dai dazi d’importazione per supportare l’export agricolo ucraino. Contro questo, meno di un anno dopo, arrivano proteste da agricoltori dei paesi dell’Europa orientale dell’UE, poiché questo aiuto all’Ucraina minaccia il loro commercio e export.
La risoluzione della lobby agricola nel Parlamento Europeo consiste in gran parte nella reiterazione di posizioni note e nella sottolineatura dell’importanza dell’agricoltura europea.
Più specificamente si chiede ancora una volta un’indagine più approfondita su tutte le conseguenze possibili dei prezzi per il reddito degli agricoltori legate al Green Deal, e si richiede nuovamente maggiori restrizioni sulle importazioni concorrenti da paesi extra-UE e un sostegno maggiore per i costosi fertilizzanti chimici.
La Commissione Europea ha già sottolineato in precedenza che le conseguenze della nuova politica agricola sono state ampiamente analizzate, inclusi oltre 600 pagine di rapporti di ricerca di istituti scientifici, e afferma che non tutto, nemmeno a lungo termine, può essere calcolato ora con esattezza matematico-contabile.
La reazione della commissione ambiente alla risoluzione evidenzia che l’UE potrà garantire la sicurezza alimentare solo a lungo termine se a breve termine saranno adottate misure nel campo della politica climatica UE, del Green Deal e della strategia "dal produttore al consumatore". Queste misure sono essenziali per creare un buon e sano terreno per la produzione alimentare, sostengono i portavoce ambientalisti.
I critici affermano che la risoluzione della commissione agricoltura sembra principalmente mirare a contrastare le attuali misure UE che potrebbero imporre restrizioni all’agricoltura. Essi sottolineano che la sostenibilità e il “terreno sano” sono due pilastri fondamentali della politica europea per la sicurezza alimentare, e temono che il riaffermare pratiche agricole tradizionali possa ostacolare i progressi in questo ambito.
È già evidente che mercoledì verranno presentate alcune proposte di modifica alla risoluzione da parte dei gruppi parlamentari liberali e di sinistra.

