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Bruxelles concede agli agricoltori dell'UE una semplificazione delle norme agricole

Iede de VriesIede de Vries
La Commissione Europea ha presentato nuove proposte per venire incontro agli agricoltori europei che protestano. Alcune norme in materia agricola verranno abolite o semplificate, soprattutto per le piccole aziende familiari. L'obiettivo è ridurre il carico amministrativo e far sì che i piani UE si adattino meglio alla pratica quotidiana nelle aziende agricole.
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Inoltre, il prossimo mese si svolgerà un'indagine a livello UE tra tutti gli agricoltori europei, attraverso la quale potranno esprimere le loro lamentele e proporre idee. Nel medio termine, tre restrizioni di produzione (piccole) fortemente contestate della Green Deal e della strategia "dal produttore al consumatore" potranno in gran parte essere abolite.

Il documento pubblicato giovedì, che sarà discusso lunedì prossimo con i Paesi dell’UE durante il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, elenca una serie di misure a breve e medio termine. Queste idee sono state raccolte il mese scorso dai 27 ministeri dell'agricoltura e seguono anche le lettere aperte e le liste dei desideri delle organizzazioni agricole.

L'indagine su tutti gli agricoltori (online) dovrebbe già entro l’estate fornire un quadro più chiaro dei principali ostacoli amministrativi che gli agricoltori incontrano. I risultati saranno inclusi in un’analisi più dettagliata che sarà pubblicata nell'autunno 2024. Questo lavoro sarà effettuato dalla Commissione Europea attuale, ma sotto la legislatura del nuovo Parlamento Europeo che sarà eletto a giugno.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il commissario per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski ritengono che i criteri UE che determinano chi è un agricoltore (i cosiddetti requisiti di condizionalità) debbano essere semplificati. Questi criteri stabiliscono anche chi ha diritto ai sussidi UE. Bruxelles propone inoltre la possibilità di concedere esenzioni in alcuni casi alle piccole aziende agricole (meno di 10 ettari). 

Questa deroga semplificherebbe notevolmente il lavoro quotidiano delle piccole aziende, che rappresentano il 65% dei beneficiari dei sussidi, pur mantenendo gli obiettivi ambientali, dato che le piccole aziende coprono solo il 9,6% delle superfici soggette a sostegno nella PAC, come indica il comunicato di Bruxelles. Il numero delle ispezioni nelle aziende sarà inoltre dimezzato e sarà fatto maggiore uso di immagini satellitari.

Bruxelles intende anche abbandonare una norma molto criticata secondo cui i terreni agricoli incolti devono essere convertiti in prato permanente. Inoltre gli allevatori che in precedenza erano passati all’agricoltura per cause di squilibri di mercato potranno più facilmente riconvertire la loro azienda.

La Commissione propone inoltre di chiarire l’uso dei concetti di «forza maggiore» e «circostanze eccezionali». Questi strumenti giuridici permettono agli agricoltori che non riescono a rispettare tutti i requisiti (ad esempio in caso di gravi siccità o inondazioni) di non essere sanzionati.

La Commissione propone di modificare queste norme già a metà marzo per tener conto dei cambiamenti strutturali e della riduzione del bestiame, evitando di penalizzare gli agricoltori e alleggerendo gli oneri poiché verrà richiesto meno terreno da convertire in prato permanente.

La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo terrà lunedì sera a Strasburgo una seduta straordinaria per discutere le continue proteste contro la politica agricola europea. Il nuovo approccio presentato sarà sicuramente uno dei punti principali all’ordine del giorno. 

Inoltre, all’ultimo momento, all’ordine del giorno della plenaria del Parlamento Europeo di lunedì sera è stata inserita una «comunicazione» straordinaria della Commissione Europea.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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