Hoekstra ha affermato con chiarezza che intende portare avanti in ogni caso l'agenda ambientale e climatica del suo predecessore Frans Timmermans. In alcuni aspetti ha addirittura proposto un'espansione e un'accelerazione.
Durante un interrogatorio durato tre ore, Hoekstra ha dimostrato con le risposte a decine di domande di essere ben informato sui dossier climatici in corso e sul loro significato. Nelle settimane precedenti era stato formato e preparato a fondo da Diederik Samsom, esperto di clima e braccio destro dell'ex commissario olandese dimissionario Frans Timmermans.
Nel suo intervento Hoekstra ha utilizzato la stessa tecnica affascinante adottata dal suo predecessore al suo ingresso a Bruxelles: il membro del CDA ha risposto alle domande di numerosi eurodeputati in un fluente inglese, francese, tedesco e italiano. Nel sentire le domande ha fatto quasi a meno di usare l'"auricolare" dei servizi di traduzione. Ai membri olandesi del Parlamento Europeo ha risposto in olandese.
Solo la sua dichiarazione introduttiva di un quarto d'ora Hoekstra l'ha letta a turno in quattro lingue da un documento; tutte le domande successive le ha risposto a memoria. È emerso che alcuni politici UE hanno utilizzato le loro domande soprattutto per riaffermare le posizioni dei loro rispettivi partiti.
Da parte del Partito per gli Animali (Anja Hazekamp) e di GroenLinks (Bas Eickhout) Hoekstra ha ricevuto soprattutto domande critiche e approfondite riguardanti (la mancanza di) un profilo verde nel suo approccio climatico. Gli è stato anche rimproverato che i suoi amici politici del PPE/CDA cercano di affossare l’eredità climatica e della Green Deal lasciata da Timmermans.
Per il gruppo socialdemocratico S&D-PvdA è piuttosto difficile accettare che il portafoglio di Timmermans sia stato diviso in due, che la Green Deal sia stata affidata a un compagno di partito (il commissario slovacco Maros Sefcovic), mentre l’ambito climatico è stato assegnato a un democristiano. Si tratta di una modifica della distribuzione politica dei compiti all’interno della Commissione Europea.
Sefcovic sarà sentito martedì mattina dalla commissione ambiente ENVI riguardo ai suoi nuovi incarichi sulla Green Deal. Poiché è commissario UE da molti anni, il suo esame sarà meno difficile. A differenza di Hoekstra, si può dire che è già stato ammesso. Inoltre, dalla sua preparazione scritta ha dimostrato di essere un politico europeo abbastanza realista da accettare che la maggioranza di centrodestra a Strasburgo preferisce procedere con calma su alcuni dossier della Green Deal.
Sia Hoekstra sia Sefcovic hanno più volte sottolineato che l’UE mantiene il corso verso la transizione energetica (dal gas e petrolio russi) verso l’energia solare e eolica, e che anche per l’agricoltura europea non c’è "via di ritorno". Sono già stabiliti anche gli accordi presi sulla Green Deal.
Dalle dichiarazioni di Sefcovic emerge però che la Commissione Europea "sta ancora riflettendo" sui costi e sulle conseguenze di una forte riduzione di fertilizzanti e sostanze chimiche in agricoltura, e che prima si deve avviare un "dialogo strategico" con il settore agricolo presieduto dalla presidente Ursula von der Leyen. Anche una modernizzazione del benessere animale "è ancora in preparazione".
Hoekstra intende non solo proseguire l’attuale linea degli obiettivi climatici europei, ma fissare un obiettivo intermedio più ambizioso. Vuole fissare l’obiettivo per il 2040 a una riduzione del 90% delle emissioni di CO2.
Ha inoltre mostrato un profilo verde affermando che i sussidi e le riduzioni fiscali per l’uso di energia fossile da parte delle grandi imprese ("come nei Paesi Bassi") devono essere eliminati gradualmente e che anche la navigazione e l’aviazione dovrebbero pagare tasse per l’inquinamento atmosferico che causano.
Se Hoekstra supererà l’esame di ammissione “con una sufficienza risicata” o con un margine ampio lo si saprà solo giovedì pomeriggio, quando sarà votato sui nuovi incarichi di entrambi i commissari. Attraverso una procedura complessa entrambi necessitano infine di una maggioranza qualificata di due terzi.
Sefcovic non dovrebbe avere molto da temere. Se le formazioni di Sinistra Unita e dei Verdi voteranno contro, e i liberali saranno divisi, sarà dubbio che i socialdemocratici S&D/PvdA lo presenteranno a un nuovo esame.

