Secondo fonti interne ai servizi di sicurezza lettoni, l'eurodeputata in questione è la 73enne Tatjana Zdanoka, figura nota negli ambienti politici lettoni. L'indagine si concentra su una presunta collaborazione con i servizi speciali russi. Questa notizia arriva in un contesto di crescenti preoccupazioni per l'influenza sempre più aggressiva della Russia nella politica europea.
L'Ufficio lettone per la Protezione della Costituzione ha confermato che l'indagine sui presunti legami di Zdanoka con i servizi di intelligence russi è ancora in corso. Tuttavia, non sono stati ancora resi noti dettagli su accuse specifiche contro di lei.
La notizia ha suscitato una ondata di preoccupazione all'interno del Parlamento Europeo. Diversi parlamentari hanno espresso timori riguardo a possibili interferenze straniere nella politica europea. In risposta alla guerra russa contro l'Ucraina, la politica europea ha imposto numerose sanzioni a Mosca.
Oltre al caso di Zdanoka, anche un eurodeputato olandese è sospettato di legami troppo stretti con la Russia. Marcel de Graaff, ex membro del PVV e di Forum per la Democrazia, è accusato di collaborare con il Cremlino. De Graaff ha negato le accuse, affermando che sono politicamente motivate. Per un periodo ha fatto parte del gruppo di estrema destra I&D a Strasburgo.
Quando De Graaff la scorsa settimana, in un discorso al Parlamento Europeo, ha nuovamente auspicato un avvicinamento alla Russia e criticato la politica europea pro-Ucraina, è stato ripetutamente interrotto da fischi di altri politici UE ed è stato infine privato della parola.
In risposta alle accuse, il Parlamento Europeo ha annunciato che avvierà una propria indagine sul coinvolgimento di politici europei con potenze straniere.

