Le confederazioni agricole hanno nuovamente lanciato un "flash mob agricolo" a Strasburgo. La confederazione agricola Copa Cogeca afferma che è tempo di riportare di nuovo la politica agricola dell’UE "sulla giusta traiettoria" e di riaffermare l’agricoltura come "pietra angolare" del progetto UE.
D’altra parte, una coalizione di oltre trecento organizzazioni europee per l’ambiente e panel climatici ha lanciato mercoledì un appello all’UE a non rinunciare a rendere più verde la politica agricola europea. I firmatari criticano duramente l’allentamento proposto dalla Commissione europea, definito come "mirato a rimuovere le assunzioni del Green Deal europeo dalla politica agroalimentare."
Come annunciato in precedenza dal Commissario europeo all’Agricoltura Janus Wojciechowski, quest’anno l’UE non imporrà multe agli agricoltori che non rispettano le norme ambientali o climatiche. Gli agricoltori potranno inoltre continuare a lasciare i terreni incolti.
È stata inoltre prevista una ulteriore flessibilizzazione delle leggi del Green Deal nei prossimi anni, ma molti agricoltori non si accontentano delle promesse. Inoltre, le aziende agricole fino a 10 ettari non sono soggette a controlli sul rispetto delle norme ambientali.
All’ordine del giorno della riunione di Bruxelles della prossima settimana non ci sono solo le allentamenti già noti, che molti agricoltori giudicano ancora insufficienti. Essi ora chiedono anche che il Parlamento europeo rinunci all’approvazione definitiva della direttiva più severa contro l’inquinamento atmosferico industriale, che d’ora in poi si applicherà anche all’allevamento intensivo su larga scala.
I cristiano-democratici del PPE nella Commissione Agricoltura, con il sostegno di alcuni conservatori e liberali, hanno già presentato emendamenti per escludere nuovamente l’agricoltura e l’allevamento da quella direttiva IED. In precedenza erano riusciti a bloccare o minimizzare le proposte del Green Deal per il ripristino della natura, contro l’inquinamento del suolo e contro i pesticidi chimici.
Inoltre, la manifestazione sarà rivolta contro il prolungamento dell’allentamento delle esportazioni per Ucraina e Moldova. L’eliminazione dei dazi e delle quote d’importazione è stata introdotta poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina. In particolare, gli agricoltori dei cinque paesi vicini all’UE si sono lamentati di grandi quantità di grano ucraino a basso costo che, con il sostegno dell’UE, sono giunti sui loro mercati.
Gli agricoltori polacchi da tempo bloccano molti valichi di frontiera con l’Ucraina, ma secondo la Commissione europea vi è scarso disturbo del mercato. Migliaia di contadini polacchi arrabbiati sono giunti mercoledì a Varsavia per protestare contro le norme ambientali UE e le importazioni a basso costo dall’Ucraina.
Gli agricoltori polacchi si sono radunati fuori dall’ufficio del premier Donald Tusk, mentre altri hanno usato i loro trattori per bloccare le superstrade nazionali. I blocchi alle frontiere e il conflitto sul grano hanno messo sotto pressione i rapporti tra Polonia e Ucraina, anche se Varsavia ha sostenuto il paese vicino dall’invasione russa.
A Bruxelles, i membri della commissione commercio del Parlamento europeo hanno già approvato giovedì il prolungamento dell’allentamento. È prevista anche una clausola di emergenza per pollame, uova e mais: se le importazioni superano la media del 2022 e 2023, i dazi saranno nuovamente imposti.

