Mercoledì il presunto successore di Frans Timmermans farà la sua apparizione al Parlamento Europeo di Strasburgo durante il tradizionale discorso annuale della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Nella macchina di Bruxelles non è ancora stata presa una decisione sull'audizione (leggi: colloquio di candidatura) di Hoekstra con il Parlamento Europeo. La presidente della Commissione Von der Leyen ha già “nominato” Hoekstra due settimane fa, ma in politica europea permangono dubbi e riserve riguardo alle sue capacità sul clima.
Soprattutto nei gruppi di centrosinistra si dubita che il democristiano Hoekstra sia “abbastanza verde”, o se invece, come il gruppo PPE/CDA, voglia rallentare la politica climatica e ambientale.
Inoltre è un tema «sensibile» il fatto che Von der Leyen abbia avanzato una sola candidatura (maschile), mentre proprio lei sottolinea sempre l'importanza delle doppie proposte composte da un uomo e una donna. Non è ancora chiaro perché in questo caso abbia rinunciato a questa pratica (tra il 22 e il 25 agosto circa).
Mercoledì Hoekstra avrà a Strasburgo numerosi incontri conoscitivi e momenti informali con i capigruppo e politici di quasi tutti i gruppi. È organizzato anche un incontro dedicato con tutti gli eurodeputati olandesi riuniti.
La scorsa settimana è stato già accompagnato ampiamente negli uffici della Commissione Europea e del Parlamento Europeo a Bruxelles da Diederik Samsom, il principale funzionario europeo vicino a Frans Timmermans, recentemente rientrato all'Aia. Samsom è considerato uno degli architetti fondatori della politica europea sul clima.
Giovedì Hoekstra spera di sapere dalla leadership del Parlamento Europeo quando si terrà il suo colloquio di candidatura (al più presto nella prima settimana di ottobre; potrebbe anche slittare di due settimane). Giovedì sarà inoltre chiaro da quale commissione sarà ascoltato sulla sua visione climatica: dalla commissione ambientale ENVI, orientata al clima, oppure dalla commissione agricoltura, o dalla commissione per il commercio estero, più orientata agli aspetti economico-finanziari.
In ogni caso ogni nuovo commissario ha bisogno del sostegno di due terzi del Parlamento Europeo. Questo significa che Hoekstra non può contare solo sul sostegno della coalizione attuale di socialdemocratici, democristiani e liberali, ma deve ottenere anche il supporto dei conservatori di destra ECR o dei Verdi.
Al momento sembrano esserci molti punti interrogativi all’interno del gruppo S&D dei socialdemocratici, che potrebbe anche scegliere di astenersi. In tal caso ottenere una maggioranza di due terzi (voti favorevoli) diventerebbe ancora più incerto. Si dice che Hoekstra dovrà davvero convincerci.
Nella procedura di nomina è previsto anche un possibile secondo colloquio di candidatura, se al primo il candidato non dovesse ottenere sufficiente sostegno. In quel caso il candidato può anche ritirare la propria candidatura.

