Forse il tema più discusso della prossima settimana al Parlamento europeo di Strasburgo sarà la strategia “dal produttore al consumatore”. L’obiettivo di questa strategia è ridurre le conseguenze ecologiche del sistema alimentare dell’UE, garantendo allo stesso tempo la sicurezza alimentare.
Non è ancora chiaro se la sessione plenaria del Parlamento europeo seguirà una precedente votazione abbastanza chiara della commissione AGRI per l’agricoltura e della commissione ENVI per l’ambiente. La commissione ambiente era praticamente tutta a favore, mentre nella commissione agricoltura vi era una piccola maggioranza.
I membri olandesi di queste commissioni hanno votato molto divisi lo scorso mese durante la discussione in commissione sulla strategia dal produttore al consumatore. Jan Huitema (VVD), Mohammed Chahim (PvdA) e Anja Hazekamp (PvdD) hanno votato a favore. I due deputati CDA Esther de Lange e Annie Schreijer-Pierik si sono astenuti, mentre Rob Rooken (JA21) e Bert-Jan Ruissen (SGP) hanno votato contro.
Dalle discussioni precedenti è emerso chiaramente che molti eurodeputati ritengono i piani troppo invasivi, mentre altri li respingono perché li considerano troppo vaghi. Inoltre, la protesta contro gli “obblighi nell’agricoltura” è molto più forte nei Paesi a economia agricola.
Esiste la possibilità che ampie parti dei due grandi gruppi (democristiani e socialdemocratici) si astengano o votino contro. Dai gruppi conservatori e di destra è già noto che sono contrari a troppe richieste in materia di clima e ambiente. Se soltanto i gruppi completi della sinistra unita, dei Verdi e dei liberali sosterranno la strategia alimentare, la domanda sarà quanto piccolo sarà il sostegno o quanto grande sarà l’opposizione nella votazione plenaria.
L’eurodeputato Peter van Dalen (CristianUnione) ha dichiarato di recente: “Questa ambizione (per meno inquinamento ambientale e cibo più sano – ndt) la sostengo pienamente, ma sono anche contento che vengano effettuate valutazioni di impatto, così potremo essere certi che l’Europa non si spari nei piedi quando si tratta di sicurezza alimentare.”
L’olandese del PvdA Mohammed Chahim ha detto: “Dobbiamo organizzare meglio tutta la filiera della nostra fornitura alimentare, sia per la nostra salute sia per il clima. È tempo di rendere il nostro sistema alimentare europeo più sostenibile. Tutti hanno diritto a un’alimentazione sana, prodotta in modo sostenibile a un prezzo equo. I compromessi che sono stati raggiunti sono equilibrati e contribuiranno sicuramente a questo.”
Ma dai Paesi agricoli dell’UE e dai gruppi agricoli nazionali ed europei viene condotta fino all’ultimo momento una forte campagna contro gli “obblighi ambientali nell’agricoltura”. Soprattutto la mancanza di sicurezza finanziaria (del reddito) per gli agricoltori gioca un ruolo importante. La Commissione dice che un piano futuro tanto radicale non può essere calcolato con precisione fino all’ultimo centesimo in anticipo.
Diverse “valutazioni di impatto” mostrano che un minore utilizzo di prodotti chimici in agricoltura e nell’allevamento porta certamente a meno inquinamento ambientale, ma anche a tonnellate in meno di produzione, minori entrate agricole e prezzi alimentari più alti.
L’associazione generale degli agricoltori e delle cooperative europee (COPA-COGECA) spera che gli studi portino al rifiuto degli obiettivi della strategia Farm to Fork.

