Il rinvio era stato proposto dalla Commissione Europea per concedere a imprese e Paesi più tempo per rispettare i nuovi requisiti complessi. I critici, tra cui parlamentari e ONG, hanno accusato la Commissione Europea di gestire la questione con lentezza.
Ci sono voluti mesi prima che fossero redatti meccanismi di controllo e linee guida fondamentali, creando incertezza su come le imprese potessero rispettare le regole. Le micro e piccole imprese avranno addirittura tempo fino a metà 2026 per adeguarsi alla normativa.
Sotto la guida del gruppo del Partito Popolare Europeo di ispirazione cristiano-democratica, la maggioranza di destra del Parlamento Europeo aveva tentato il mese scorso di inserire comunque varie norme di deroga. Queste sono state ora respinte dai ministri e dagli ambasciatori dei Paesi UE.

