Questo sarà il secondo mandato di Von der Leyen. È stata eletta per la prima volta cinque anni fa, allora con una maggioranza risicata delle tre forze di coalizione (PPE, S&D, Renew), inclusa l’adesione di alcuni Conservatori. Allora i Verdi si astennero, ma stavolta – inclusa la formazione pro-europea Volt – hanno votato pubblicamente e consapevolmente per la rielezione.
Grazie al sostegno collettivo esplicito dei Verdi, a Bruxelles e Strasburgo non si parla più di una coalizione a tre partiti, ma di una piattaforma a quattro partiti.
In un discorso appassionato prima della votazione, Von der Leyen ha illustrato le sue priorità politiche per i prossimi cinque anni. Ha annunciato infatti che desidera che la nuova Commissione Europea sia composta per metà da donne e che sarà istituito un nuovo Commissario per la Difesa. Ha inoltre affermato che “l’immobilismo è regressione” e ha sostenuto un’Europa forte dal punto di vista economico e finanziario. Tuttavia, l’Unione Europea dovrà governare di più con politiche più dirette e meno con una miriade di regole dettagliate.
I capi di governo dei 27 Paesi dell’UE presenteranno nei prossimi mesi i candidati per questa nuova Commissione. Sarà necessario stabilire quale Paese otterrà quale portafoglio e l’appartenenza politica di tali candidati. Nel confronto con i governi, Von der Leyen dovrà garantire nelle prossime settimane che i Paesi non provino a imporre le proprie agende nazionali “con candidati propri”.
Per raccogliere anticipatamente il sostegno tra i politici europei, la scorsa settimana Von der Leyen si è rivolta non solo ai gruppi parlamentari di PPE, S&D e Renew, ma anche alla riunione del gruppo dei Verdi. Già durante il dibattito, i due co-presidenti Terry Reintke e Bas Eickhout hanno chiarito che i Verdi ritengono di aver ricevuto sufficienti impegni da Von der Leyen.
Per esempio, ha pubblicamente preso le distanze dalla collaborazione con partiti di destra estrema e conservatori anti-europei, inclusa la premier italiana Meloni, e ha sostenuto il mantenimento della politica climatica e ambientale del Green Deal, anche in agricoltura. Ha inoltre rigettato con forza l’orientamento anti-europeo di molte formazioni nazionaliste e di destra al Parlamento Europeo.
La presidente eletta della Commissione invierà ora lettere ufficiali ai capi di Stato e di governo degli Stati membri, invitandoli a presentare i loro candidati alle posizioni di commissari europei. Successivamente, dopo l’estate, il Parlamento organizzerà audizioni con i candidati. L’intero collegio dei commissari dovrà poi essere approvato dal Parlamento in autunno.

