Il commissario olandese Frans Timmermans ha ricevuto come previsto il via libera ufficiale dal Parlamento Europeo per servire come primo vicepresidente della Commissione Europea nei prossimi cinque anni sotto la presidenza di Ursula von der Leyen. L’olandese sarà responsabile, tra l’altro, della politica climatica europea a partire dal 1° novembre.
Un’audizione di tre ore non ha messo in difficoltà Timmermans martedì sera, nonostante alcune domande critiche. I coordinatori dei gruppi politici al Parlamento hanno dato mercoledì il verdetto finale: “È l’uomo giusto per il ruolo.”
La maggior parte dei grandi partiti del Parlamento Europeo ha espresso il proprio sostegno al politico PvdA, mentre gli olandesi di FvD e del Partito per gli Animali no.
Il polacco Janusz Wojciechowski potrà invece diventare commissario all’agricoltura. In precedenza il Parlamento Europeo si era mostrato insoddisfatto della sua performance durante l’audizione. La prima audizione di Wojciechowski non era stata positiva. Nel riesame superato con successo, Wojciechowski ha parlato delle necessità di un bilancio agricolo equamente distribuito.
Secondo l’eurodeputato olandese Jan Huitema (VVD), Wojciechowski ha superato il riesame per un soffio.
Così resta incerta solo la posizione della candidata francese Sylvie Goulard. Questa politica francese è stata ministra della Difesa per un mese sotto il presidente Macron, ma il Parlamento Europeo nutre (grandi?) riserve su alcune vicende in cui è stata coinvolta nella politica francese. Goulard dovrà ora – come il candidato polacco – affrontare un pubblico esame orale di riesame.
Nei corridoi di Bruxelles alcuni critici vedono il fatto che la candidata francese venga “lasciata in sospeso” soprattutto come “un po’ di fastidio verso Macron”. Fu infatti lui, già dall’inizio della campagna elettorale, alla fine dello scorso anno, a ribadire nettamente il suo rifiuto della cosiddetta «formula Spitzenkandidaten» del Parlamento Europeo.
In essa i leader politici dei grandi gruppi al PE avevano concordato che il nuovo presidente della Commissione Europea (il successore di Jean-Claude Juncker) possa essere solo un politico che si è presentato in una lista di candidati. Con ciò il Parlamento Europeo intendeva mantenere un certo controllo sulla scelta del nuovo presidente, su proposta dei capi di governo dell’UE.
Macron ha ricevuto nel suo rifiuto un sostegno sufficiente da altri premier e presidenti, per cui i candidati dei cristiano-democratici (Manfred Weber) e dei socialdemocratici (Frans Timmermans) per la carica di vertice sono stati scavalcati, e il Parlamento Europeo ha potuto solo assistere con proteste. Forse ora Sylvie Goulard sta pagando per questo…

