Il Parlamento Europeo intende ampliare significativamente la strategia alimentare della Commissione Europea rendendola più orientata al futuro. A Strasburgo gli europarlamentari hanno approvato, talvolta con piccole differenze, alcune decine di emendamenti.
Un rapporto dell'europarlamentare olandese Anja Hazekamp (PvdD), contenente 48 emendamenti già approvati in precedenza dalle commissioni envi/agri, è stato adottato senza modifiche. Con un'unica aggiunta che chiede espressamente ulteriori valutazioni d'impatto.
Di conseguenza, la strategia alimentare 'dal produttore al consumatore' sembra destinata a diventare in gran parte vincolante per gli agricoltori. Mercoledì, con la votazione finale, si avrà maggiore chiarezza in merito. Inoltre, sarà necessario adeguare i trattati commerciali internazionali per evitare concorrenza sleale nelle importazioni.
Una delle inasprimenti prevede la resa vincolante degli obiettivi di riduzione dell'uso di pesticidi e antibiotici, proposti da Timmermans lo scorso anno. Non sarà inoltre più permesso fare pubblicità al consumo di "carne rossa" con fondi UE.
Pur comportando tali emendamenti un inasprimento rispetto ai piani del Commissario per il Clima Timmermans e della Commissaria per l'Alimentazione Kyriakides, non si prevede che il Parlamento Europeo nella sua totalità respingerà completamente la versione rivista mercoledì. In questo modo, secondo alcuni commentatori, il Parlamento compie un passo importante verso il rinnovamento della politica agricola europea. Nei corridoi di Strasburgo si parla addirittura di un momento di svolta.
Ad esempio, il Parlamento accetta la proposta della Commissione Europea che entro il 2030 almeno il 25% dell'agricoltura europea sia biologica (senza che ciò sia obbligatorio). È stato però stabilito che, come per altre proposte legislative, prima dovrà essere effettuato uno studio sugli impatti finanziari. Le proteste degli oppositori, che lamentavano troppe incertezze, non sono state appoggiate dalla maggioranza.
Soprattutto la posizione della maggioranza del Parlamento secondo cui entro dieci anni l'uso di sostanze chimiche in agricoltura dovrà essere ridotto almeno della metà potrà causare problemi significativi negli anni a venire. Tuttavia, il fatto che gli aspetti climatici e ambientali debbano assumere un ruolo decisivo nella politica agricola europea si è avvicinato notevolmente con questa votazione.
Per quanto riguarda la dimensione del bestiame negli Stati membri dell'UE, gli eurodeputati affermano che tale allevamento deve garantire «meno emissioni» e «minore uso del suolo». Decidere simili misure era impensabile in molti Paesi europei qualche anno fa.
Anche se ora i commissari Timmermans e Kyriakides dovranno presentare proposte legislative concrete, sulle quali i ministri dell'agricoltura dovranno ancora esprimersi, si prevede che il Commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski e le associazioni agricole europee dovranno accettare questa nuova direzione.
Il Parlamento Europeo ha formulato queste raccomandazioni basandosi su una nota dell'europarlamentare olandese Anja Hazekamp, politica del Partito per gli Animali e co-relatrice del Parlamento su questo dossier. Con una differenza di soli cinque voti è riuscita anche a far sì che il Parlamento si esprimesse sui pericoli delle zoonosi nella diffusione delle malattie animali.
Un collaboratore della politica europea ha considerato il risultato di questa votazione come un successo e una svolta decisiva; non tanto per gli standard agricoli olandesi, quanto soprattutto per i Paesi a orientamento agricolo dell'Europa centrale e orientale.

