Per concretizzare questa corresponsabilità, il Parlamento europeo ha elaborato la nuova direttiva sulla "dovuta diligenza". Al minimo, le imprese devono limitare al massimo o fermare le conseguenze negative sui diritti umani e sull'ambiente. Per quanto riguarda i diritti umani, si tratta, tra l'altro, di schiavitù, lavoro minorile e sfruttamento lavorativo. Quanto all'ambiente, riguarda in particolare l'inquinamento, la perdita di biodiversità e la conservazione del patrimonio naturale.
Le nuove norme si applicheranno alle imprese e ai gruppi aziendali con sede dentro e fuori l'UE che impiegano più di mille dipendenti e hanno un fatturato globale superiore a 450 milioni di euro. Le aziende dovranno sviluppare politiche più attente e effettuare investimenti appropriati.
Inoltre, le imprese dovranno elaborare un piano di transizione per adattare il loro modello di business all'accordo di Parigi sul clima, che stabilisce che la Terra non deve riscaldarsi più di due gradi. Si parte da un riscaldamento previsto di circa 1,5 gradi.

