Il Parlamento Europeo ha inviato ai 27 ministri dell'Agricoltura e alla Commissione Europea un 'avvertimento anticipato', ribadendo la sua posizione a favore del divieto del glifosato nei prodotti fitosanitari. I membri del PE non vogliono che il suo utilizzo venga nuovamente autorizzato a partire dal 2023, come invece sostenuto da diversi paesi dell'UE.
Entro la fine di questo mese è attesa la pubblicazione di uno studio condotto da quattro paesi sull'uso dei pesticidi, uno studio di valutazione a cui hanno partecipato, oltre a Francia, Svezia e Ungheria, anche i Paesi Bassi. Si teme un continuo scontro tra sostenitori e oppositori, oppure ulteriori rinvii e posticipi.
In una risoluzione ampiamente sostenuta sulla protezione della biodiversità (515 voti a favore, 90 contrari, 86 astensioni), il Parlamento Europeo sollecita nuovamente una revisione urgente dell'iniziativa UE relativa agli “impollinatori”. L'obiettivo dovrebbe essere contrastare il declino degli impollinatori (come la mortalità delle api).
I parlamentari sottolineano inoltre che gli agricoltori hanno bisogno di prodotti fitosanitari ecocompatibili per poter ridurre l'uso di pesticidi. Per rafforzare questa ambizione, i membri del PE propongono una legge europea sulla biodiversità, simile alla legge europea sul clima.
Inoltre, chiedono un tipo di “Accordo di Parigi” per la biodiversità da adottare durante la conferenza ONU che si terrà nell’ottobre di quest’anno. Durante tale conferenza saranno fissate le priorità globali nel campo della biodiversità per il 2030 e oltre.
I membri del PE esprimono rammarico per il mancato raggiungimento degli obiettivi UE per la biodiversità entro il 2020. Sebbene l'UE disponga già della più grande rete di aree protette al mondo, i politici europei ripetono l'appello a designare almeno il 30% delle aree terrestri e marine europee come protette entro il 2030 al più tardi.

