I quattro paesi Ue 'frugali', Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria, non colgono la gravitĂ della crisi causata dal coronavirus, afferma il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. L'italiano rivolge "un appello alla loro responsabilitĂ " e avverte contro il "pensiero rigido".
Secondo Sassoli, non esiste un contrasto tra "paesi ricchi dell’Ue" e "paesi poveri dell’Ue", ma ci sono paesi che "sono consapevoli" delle sfide che l’Unione europea deve affrontare ora, e evidentemente questi 'quattro tirchi' non lo sono. Lo scorso fine settimana hanno pubblicato una proposta per un fondo europeo di ripresa, che su punti importanti si scontra frontalmente con la proposta franco-tedesca precedente di Macron e Merkel.
I quattro non vogliono fornire sovvenzioni o donazioni, ma prestiti; non vogliono concessioni a lungo termine ma al massimo di due anni; non vogliono prestiti illimitati ma solo a determinate condizioni; non vogliono che sia l’Ue a gestire il fondo; non vogliono aumentare il loro contributo annuo all’Ue ma ritengono che l’Unione debba tagliare le spese.
L’Austria sembra tuttavia muoversi leggermente nel suo rifiuto di fornire aiuti ai paesi Ue maggiormente colpiti dal coronavirus. Una parte del denaro di un fondo di emergenza potrebbe, secondo l’Austria, essere una donazione. Queste donazioni sono viste dall’Austria come parte di un compromesso. Inoltre, sembra che la Banca Centrale Europea si stia preparando a investire più denaro in un tale fondo per il coronavirus.
La Banca Centrale Europea (BCE) probabilmente amplierà il prossimo mese il suo programma di acquisto di obbligazioni per fornire ulteriore sostegno all’economia dell’Eurozona. Ora che l’inflazione è bassa, c’è spazio per innovare e "agire rapidamente e con decisione". Nella precedente decisione sui tassi di interesse (fine aprile) la BCE non ha ancora ampliato il programma di acquisto di emergenza. Tuttavia, la banca centrale si è detta pronta ad aumentare il programma di 750 miliardi di euro.
Mercoledì la Commissione Europea presenterà le sue proposte di modifica del bilancio pluriennale Ue, compreso il mega piano di ripresa. Si prevede che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen presenterà un compromesso che si collocherà tra l’approccio dei “due grandi” dell’Ue e quello dei “quattro frugali”.
Se tale compromesso eviterà che il fondo di ripresa di emergenza, così necessario per il coronavirus, esploda già al momento del lancio, sarà già un grande successo. I 27 Stati membri devono infatti concordare all’unanimità sulla dimensione del bilancio e del piano di ripresa. Si prevede che a giugno verrà convocato un vertice straordinario dei capi di governo per discuterne.
“Chiedo a tutti di rendere reale questo momento storico. Tutti beneficiano del mercato europeo unificato; i paesi che si oppongono agli aiuti fanno parte di quelli che ne traggono maggior vantaggio. Spero che tutti ne riconoscano il valore”, ha dichiarato il presidente del Parlamento Sassoli.

