Il Parlamento Europeo ha firmato la sentenza di morte per le piccole aziende agricole e per la natura. Questo è quanto afferma l’organizzazione ambientalista Greenpeace riguardo all’accordo svuotato dell’UE sulla nuova politica agricola comune.
Greenpeace deplora inoltre che la votazione al Parlamento contraddica le promesse europee in materia di politica climatica, concordate in precedenza nel Green Deal. Anche Natuurmonumenten, LandschappenNL, il WWF, SoortenNL, Milieudefensie, RAVON, FLORON e la Vlinderstichting concludono che rinnovamento e sostenibilità non avranno così alcuna possibilità.
Anche l’europarlamentare Peter van Dalen (ChristenUnie) ritiene che le proposte per la nuova politica agricola debbano essere più ambiziose. Per questo si è astenuto durante la votazione: “Per me deve esserci un’ulteriore spinta in avanti”.
Prima delle votazioni era stato raggiunto un accordo tra i tre maggiori gruppi del Parlamento Europeo, i cristiano-democratici (PPE), i socialisti (S&D) e i liberali (Renew Europe), per garantire l’adozione di una serie di emendamenti compromissori. I membri olandesi del PvdA hanno votato contro.
Nei prossimi anni la politica agricola comune (PAC) dell’Unione Europea sarà riformata al punto da introdurre per la prima volta il principio di obiettivi climatici e ambientali sovvenzionati per l’agricoltura. Inoltre si punterà con maggior forza alla produzione locale, saranno aumentati i sostegni ai giovani agricoltori e si dovrà fare attenzione all’agricoltura intelligente rispetto al clima (tenendo conto degli obiettivi climatici di Parigi).
Soprattutto quest’ultimo punto, secondo Van Dalen, può essere migliorato: “Una parte del Parlamento Europeo teme che una politica troppo verde porti al collasso della produzione alimentare, mentre è esattamente il contrario! L’agricoltura sostenibile infatti contribuisce a garantire la produzione alimentare a lungo termine.”
Nei nuovi piani Paesi Bassi e altri stati dell’UE dovranno ciascuno elaborare un piano strategico nazionale per assicurare che la loro agricoltura sia meno dannosa per il clima, l’ambiente, la biodiversità, il benessere animale, la vivibilità e la salute. Tuttavia la Corte dei Conti Europea segnala che questi obiettivi non sono quantificati. Secondo un rapporto dell’Institute for Applied Ecology, la politica agricola prevista non porterà affatto a una riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dall’agricoltura.
Soprattutto i paesi dell’Europa centrale e orientale frenano ancora troppo. Van Dalen: “I ritardatari non devono dettare il passo. Negli ultimi decenni il numero degli uccelli che vivono nei prati si è dimezzato, e anche le popolazioni di api e insetti sono in rapido declino. Nei prossimi anni deve quindi essere dedicata molta più attenzione alla biodiversità in agricoltura.”
Nel nuovo proposta si afferma che gli Stati membri europei devono puntare a raggiungere una superficie in cui almeno il 10% degli elementi del paesaggio sia favorevole alla biodiversità.

