La Commissaria Europea alla Salute Stella Kyriakides afferma che l’attuazione della strategia alimentare “dal produttore al consumatore” è “in pausa”, ma che l’ambizione rimane invariata. Questa dichiarazione arriva in risposta alla commissione AGRI del Parlamento Europeo che mercoledì ha approvato un rapporto in cui si abbandona l’estensione al 25% dell’agricoltura biologica.
Secondo Kyriakides, la pausa per la strategia “dal produttore al consumatore” è necessaria per garantire la sicurezza alimentare “per il vicinato europeo”, aggiungendo che la guerra della Russia in Ucraina ha reso la questione della sicurezza alimentare una priorità assoluta. “Premiamo il tasto pausa senza modificare il livello di ambizione della strategia ‘dal produttore al consumatore’”, riferisce Euractiv.
Per far fronte alle conseguenze della guerra, l’esecutivo UE ha adottato una serie di misure a breve e medio termine per ridurre al minimo le interruzioni. La più controversa è l’autorizzazione a una deroga che consente agli agricoltori di coltivare nelle aree ecologiche di attenzione.
Per alcuni Paesi UE, come l’Austria, raggiungere il 25% di agricoltura biologica non rappresenta un problema. In media, però, questa percentuale dovrebbe quasi triplicare nell’intera UE per raggiungere l’obiettivo della Commissione Europea.
Il Commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski aveva già dichiarato che nel valutare i piani nazionali della PAC terrà conto della situazione specifica per ogni Paese, e non si attiene necessariamente al 25%.
Gli europarlamentari olandesi Bert-Jan Ruissen (SGP) e Annie Schreijer-Pierik (CDA) hanno sottolineato che “la domanda” di prodotti biologici deve essere il fattore guida per la superficie coltivata a biologico. Inoltre, ritengono necessario condurre ricerche sugli effetti dei piani sulla quota di biologico. “È positivo che un po’ di realismo stia penetrando, il governo non deve sostituirsi all’imprenditore”, ha affermato Bert-Jan Ruissen.
La maggioranza del Parlamento Europeo ha già approvato l’anno scorso il Green Deal, la strategia alimentare e la politica agricola comune (PAC), suscitando a volte il disappunto di membri della commissione agricoltura. Per questo motivo, la commissione AGRI ha deciso di far redigere un proprio rapporto dall’europarlamentare austriaca Simone Schmiedtbauer (PPE).
Nel suo rapporto, approvato ieri, non è stata inclusa alcuna obbligatorietà del 25%. A maggio il testo sarà sottoposto a voto nella sessione plenaria del Parlamento Europeo.

