Il tentativo dei leader della fazione PPE/CDA, Manfred Weber ed Esther de Lange, di respingere la 'legge Timmermans' non ha ottenuto la maggioranza, nonostante gli applausi (324 - 312 - 12).
Dopo che recentemente nelle commissioni parlamentari si erano verificati tre pareggi, questa volta sembrano essere stati decisivi i liberali di Renew e i dissidenti del PPE/CDA esitanti. Quindici cristiano-democratici hanno votato contro la proposta di respingere la legge, e 21 membri del PPE hanno votato a favore della legge.
Questa volta in Parlamento è stato sul tavolo un compromesso VVD/D66 che rispecchia fortemente l’accordo precedente tra i ministri europei dell’ambiente, attenuando ulteriormente la legge Timmermans.
Secondo l’europarlamentare Bas Eickhout (GroenLinks) l’ulteriore attenuazione della proposta della Commissione è diventata inevitabile a causa di tanta resistenza (politica). «Ciò che conta però rimane: una legge che stabilisce che la natura deve essere ripristinata. Su questo possiamo e dobbiamo costruire».
Il relatore parlamentare César Luena ha sottolineato che nei prossimi mesi i ministri dell’ambiente e i relatori dovranno concordare gli emendamenti aggiunti all’ultimo momento. Ha anche chiarito che durante quei negoziati trilaterali non permetterà nuovi ostruzionismi da parte del PPE/CDA.
Il commissario per il Clima Frans Timmermans ha reagito soddisfatto dopo l’approvazione, sottolineando che anche il Parlamento Europeo ritiene «necessario agire per il ripristino della natura». Subito dopo ha tenuto una conferenza stampa molto affollata, in cui ha evidenziato (parlando fluentemente in inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e olandese) che «la natura non può più aspettare».
Ha inoltre criticato il modo in cui Weber e De Lange hanno tentato di minare il processo democratico a Bruxelles e Strasburgo «allontanandosi dai tavoli delle riunioni» e usando «argomenti fittizi e falsità». Il leader della fazione CDA ha definito il risultato deludente e ha parlato di un’approvazione «con il fiato corto».
Ha definito poco prudente forzare così questa legge. Come spiraglio positivo ha visto l’inclusione, fino all’ultimo momento, della proposta del PPE di un «freno di emergenza», nel caso la legge sul ripristino della natura dovesse mettere a rischio la produzione alimentare o la costruzione di abitazioni.
Bert-Jan Ruissen (SGP) ha definito «una buona cosa» che la maggioranza abbia attenuato la proposta. «Tuttavia avremmo preferito che la proposta fosse stata respinta o attenuata ulteriormente. Le regole UE per il ripristino della natura rimangono troppo rigide, troppo unilaterali e troppo invasive».
Secondo Peter Van Dalen (Cristiani Uniti) ci sono ancora molti problemi. A suo avviso il calendario è rigido e manca adattamento alle singole situazioni. Van Dalen si è astenuto dal voto, poiché secondo lui ci sono anche molti aspetti positivi nella legge sul ripristino della natura.

