La Svezia vorrebbe rinviare la controversa proposta alla Spagna (che sarà presidente da luglio) perché la proposta è fortemente contestata nel settore forestale svedese e perché il Parlamento Europeo non ha ancora raggiunto un accordo.
Venerdì, dopo le votazioni non ancora concluse nella commissione ambiente, gli ambasciatori dei paesi UE hanno consigliato di lasciare il vertice dei ministri a Lussemburgo di martedì senza modifiche.
Ciò indica che gli ambasciatori si aspettano che i 27 ministri possano allinearsi, in parte grazie alle modifiche e alle semplificazioni dell’ultimo minuto. Per esempio, nel divieto di deterioramento non si tratterebbe più di obblighi di «risultato» ma di obblighi di «impegno», una richiesta sostenuta fin dall’inizio dai Paesi Bassi.
Il ministro Christianne van der Wal (Natura & Azoto) ha dichiarato il mese scorso di essere preoccupata che il divieto di deterioramento includa elementi giuridicamente vincolanti. I Paesi Bassi temono che tutta la natura debba essere mappata e che per molte attività siano necessarie autorizzazioni che poi potrebbero essere annullate dai tribunali, includendo potenziali richieste di risarcimento danni.
Bruxelles afferma che gli stati membri possono decidere autonomamente quali attività (di costruzione) escludere da tale sistema giuridico.
Il fatto che Bruxelles possa dire che i paesi possono decidere autonomamente, ma che alla fine un giudice olandese potrebbe stabilire se i Paesi Bassi si sono «impegnati» a sufficienza, è uno degli argomenti dell’EPV/CDA contro il piano di ripristino della natura. Secondo quanto riferito, anche i consulenti legali del ministro Van der Wal hanno evidenziato tale rischio presunto.
Dalla lettera annotata al Parlamento emerge inoltre che per la maggior parte delle parti della proposta di legge tra i ministri ambientali esiste una maggioranza qualificata e che votare contro praticamente non ha senso. Se martedì i ministri ambientali raggiungeranno un accordo, sarebbe un incoraggiamento per i sostenitori nel Parlamento Europeo.
La commissione ambiente Envi concluderà il 27 giugno le votazioni sulle centinaia di emendamenti presentati. A seguito di tali emendamenti, la relazione finale è stata modificata in alcune parti e deve essere rimessa al voto nel suo complesso. Se, come la scorsa settimana, il voto finirà con un pareggio 44-44, la relazione finale sarà respinta e la commissione ambiente non avrà una posizione.
Tuttavia, tra i numerosi emendamenti sono state accolte proposte presentate dall’EPV/CDA o da Renew/VVD. Potrebbe essere che uno dei quattro membri contrari di Renew accetti comunque la relazione finale modificata.

