Il Parlamento Europeo approverà martedì a Strasburgo la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2023-2027. Queste votazioni chiudono tre anni e mezzo di difficili negoziati.
I membri del Parlamento Europeo discuteranno e approveranno in particolare tre regolamenti della PAC: uno sulle regole di finanziamento, uno sui piani strategici nazionali e uno sull’organizzazione comune dei mercati.
L’intento è che la nuova politica agricola diventi più rispettosa del clima e dell’ambiente e che i singoli Paesi dell’UE possano darle una propria interpretazione nazionale. La votazione rappresenta l’ultimo passo parlamentare prima dell’entrata in vigore della nuova PAC.
Il 13 e 14 dicembre, i 27 ministri dell’Agricoltura durante il Vertice agricolo a Bruxelles daranno la loro approvazione finale. Sindacati agricoli insoddisfatti di diversi Paesi UE intendono organizzare a Bruxelles una grande manifestazione con trattori.
I negoziati sulla riforma sono avvenuti parallelamente alle discussioni sul progetto “Dal produttore al consumatore”, parte del Green Deal. Questo progetto della Commissione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 comporta crescenti esigenze per l’agricoltura europea.
Una delle novità è l’introduzione di cosiddetti “regimi ecologici” o pagamenti che costituiranno il 25% dei sostegni diretti, ma che saranno assegnati solo a pratiche agricole favorevoli all’ambiente.
Per la prima volta la PAC includerà condizioni sociali, per cui solo le aziende agricole che rispettano i diritti lavorativi del proprio personale potranno ricevere sovvenzioni, inizialmente su base volontaria a partire dal 2023, poi obbligatoria dal 2025. Inoltre, una parte delle sovvenzioni dovrà essere destinata ai giovani agricoltori.
La nuova PAC offre inoltre spazio per piani strategici nazionali, dando maggior libertà agli Stati membri. La maggior parte dei Paesi UE sta attualmente completando i propri programmi nazionali per poterli inviare all’UE entro il 31 dicembre.

