L'energia nucleare e il gas naturale possono essere considerati forme di energia verde anche nell'Unione Europea. La scorsa settimana il Parlamento Europeo ha approvato una proposta della Commissione Europea che include queste forme di energia in una lista che le considera sostenibili.
Di conseguenza, gli Stati membri dell'UE possono continuare a concedere sovvenzioni per investimenti in entrambe le fonti energetiche, contribuendo così a raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi. L'energia nucleare è a emissioni zero di CO2 e il gas naturale emette meno CO2.
Nel Parlamento Europeo era stata proposta una risoluzione per respingere tale proposta, ma questa risoluzione non ha ottenuto l'approvazione, venendo respinta per pochi decine di voti. Con questa votazione in Parlamento si apre la strada a un maggiore impiego di gas naturale ed energia nucleare nell'UE.
«È un segnale disastroso per gli investitori e per il resto del mondo che l'UE riconosca ora il gas fossile come investimento sostenibile. Inoltre questo piano risale a prima dell'invasione russa in Ucraina. Contraddice la urgente necessità di diventare indipendenti dal gas russo», ha affermato l’eurodeputato olandese Bas Eickhout (Verdi).
La delusione è grande anche per Paul Tang, portavoce dei socialdemocratici (PvdA): «Questa votazione rappresenta un passo indietro doloroso e imbarazzante per l’Europa come guida nella lotta contro i cambiamenti climatici. Abbracciando questo piano della Commissione Europea, istituzionalizziamo il greenwashing su larga scala. L’Europa passa da leader climatica a fanalino di coda in materia di clima.
Anche se gas ed energia nucleare fanno ora formalmente parte della tassonomia per investimenti sostenibili, i governi di Lussemburgo e Austria hanno già annunciato che ricorreranno alla Corte di Giustizia Europea per contestare la decisione.
Eickhout, che è presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, ritiene che questa causa abbia buone probabilità, basandosi sulle analisi legali che mostrano come la decisione sia in contrasto con la legge originaria della tassonomia. Rimane dunque a lungo l’incertezza giuridica su questa controversa decisione.

