All’inizio di quest’anno i ministri dell’Agricoltura di diversi paesi dell’UE, tra cui Paesi Bassi, avevano già lanciato un appello urgente per porre fine all’allevamento di pellicce in tutta l’UE. Hanno sottolineato le questioni etiche e ambientali legate all’industria della pelliccia e chiesto un’accelerazione degli sforzi per mettere fine a questa pratica.
Alla presentazione dei risultati della petizione a Bruxelles non era presente alcun Commissario europeo, suscitando il disappunto di diversi eurodeputati, come la olandese Anja Hazekamp (Partito per gli Animali). “L’iniziativa dei cittadini è l’unica forma di democrazia diretta che l’UE conosce, ma la Commissione europea sembra non prendere sul serio né lo strumento né il benessere degli animali”.
La campagna ‘Fur Free Europe’ non ha ricevuto solo il sostegno dei cittadini europei, ma ha anche impressionato il Comitato economico e sociale europeo (CESE), che ha elogiato gli sforzi della campagna. Il CESE, in quanto organismo consultivo dell’UE, ha incoraggiato la campagna e l’ha riconosciuta come un contributo importante al dibattito sul benessere animale in Europa.

