Il Parlamento Europeo vuole offrire ai lavoratori delle piattaforme, come gli autisti Uber o i fattorini Deliveroo, condizioni di lavoro migliori e protezione sociale. Il Parlamento Europeo ritiene che la Commissione Europea debba stabilire che i lavoratori delle piattaforme non sono "imprenditori indipendenti", ma normali dipendenti con diritto a salario, congedo per malattia e assicurazioni.
Attualmente gli autisti Uber e i fattorini Deliveroo operano come lavoratori autonomi individuali (zzp’er), pur non potendo decidere come svolgere il proprio lavoro né il prezzo del loro servizio. Per questo motivo, un giudice olandese ha stabilito all'inizio di questa settimana che Uber deve assumere i propri autisti come dipendenti.
L’eurodeputata di GroenLinks Kim van Sparrentak ha negoziato le nuove proposte: “Con questo facciamo un grande passo verso l’abolizione della ‘falsa autonomia’. Non permetteremo alle piattaforme di decidere come e se i lavoratori possano avere dei diritti.”
“Questa causa nei Paesi Bassi è solo una delle oltre 100 azioni legali in Europa, nelle quali i lavoratori delle piattaforme vincono quasi sempre. Ora la politica deve assumersi la responsabilità, perché le piattaforme hanno a disposizione un esercito di avvocati e, anche dopo tante cause perse, non intendono cambiare volontariamente. In Europa possiamo insieme fare fronte comune contro queste grandi piattaforme.”
La Commissione Europea presenterà a dicembre una proposta di legge su cui il Parlamento Europeo e gli Stati membri negozieranno successivamente. Per conto dei Verdi Europei, Van Sparrentak seguirà la trattativa legislativa.
Anche l’eurodeputata del PvdA Agnes Jongerius si dice soddisfatta delle nuove proposte. “I lavoratori delle piattaforme devono avere la stessa protezione di qualunque altro lavoratore e le piattaforme devono rispettare le stesse regole di ogni altra impresa. Ora invertiamo l’onere della prova. I lavoratori delle piattaforme saranno automaticamente considerati dipendenti e non dovranno più rivendicare individualmente i propri diritti. Non sarà più il lavoratore di piattaforma ad andare in tribunale, ma la piattaforma stessa”, ha dichiarato Jongerius in un comunicato stampa.

