Il Commissario europeo all'agricoltura Hansen sottolinea che il processo di adesione dell'Ucraina è più complesso di quanto spesso si pensi. Secondo lui, non è in discussione solo l'armonizzazione delle norme agricole, ma anche il modo in cui le organizzazioni agricole in Ucraina devono adattarsi. Un accordo rapido sembra quindi improbabile.
Le organizzazioni agricole europee temono che una liberalizzazione troppo veloce del commercio possa esercitare pressione sui prezzi e sulla posizione competitiva. Allo stesso tempo, sottolineano l'importanza della solidarietà con l'Ucraina, vista la situazione geopolitica attuale e le tensioni regionali.
Un recente sondaggio d'opinione in Ucraina ha mostrato che una piccola maggioranza della popolazione preferisce un'adesione rapida alla NATO piuttosto che all'Unione Europea.
In diversi paesi UE, le organizzazioni agricole temono la concorrenza dei prodotti d'importazione ucraini a basso costo. Chiedono garanzie affinché gli agricoltori europei non siano svantaggiati dai minori costi di produzione in Ucraina. Per questo motivo richiedono alla Commissione europea misure aggiuntive, come il controllo del mercato e sostegni finanziari.
Dall'altra parte, gli agricoltori ucraini temono che un'applicazione frettolosa delle normative UE possa colpirli duramente. Già affrontano incertezze finanziarie e limitate possibilità di investimento e affermano di aver bisogno di tempo per adeguarsi a norme più rigide in materia di sicurezza alimentare e ambientale. Senza una progressione accurata, la loro competitività potrebbe peggiorare considerevolmente.
Le aziende agricole ucraine esprimono inoltre preoccupazione per il rinvio di ulteriori negoziati con l'UE. Temono che tensioni politiche e dibattiti interni europei sulle politiche agricole possano ostacolare i progressi, anche a causa di controversie e procedure a Bruxelles riguardo al settore agricolo.
Il governo ucraino ha recentemente indicato la necessità di un piano d'azione congiunto per accelerare i colloqui. Allo stesso tempo, sia Kiev sia Bruxelles sottolineano che un coordinamento sulle riforme agricole desiderate e necessarie è indispensabile.

