Il governo conservatore britannico guidato dal primo ministro Boris Johnson è disposto a venire incontro all'opposizione per ottenere il sostegno necessario a indire elezioni anticipate. Fonti vicine al governo dichiarano che la data dell'11 dicembre è accettabile anche per l'esecutivo come giorno delle elezioni.
Il primo ministro Boris Johnson voleva convocare le elezioni il 12 dicembre. I due piccoli partiti di opposizione, SNP e LibDem, vogliono anch’essi elezioni ma hanno proposto il 9 dicembre. La Camera dei Comuni si pronuncerà martedì pomeriggio sulle proposte per indire le elezioni. Una proposta proveniente dal parlamento ha bisogno del sostegno della maggioranza semplice dei parlamentari.
L’opposizione non vuole il 12 dicembre perché teme che Johnson nei giorni rimanenti proverà comunque a far passare all’ultimo minuto il suo accordo sulla Brexit attraverso il parlamento. Per questo motivo, una differenza di pochi giorni nella data delle elezioni può avere grandi conseguenze.
Il leader del maggior partito di opposizione britannico, il Labour, sostiene ora anche lui le elezioni anticipate. Jeremy Corbyn ha affermato che Johnson e i Conservatori hanno soddisfatto per ora la sua richiesta di evitare un’uscita incontrollata dall’UE, ma di avere un accordo di uscita negoziato.
Corbyn non precisa nella sua dichiarazione se sosterrà la legge di Johnson nella forma attuale, se presenterà modifiche o se appoggerà la proposta di SNP e LibDems. Annuncia però una “campagna ambiziosa e radicale per un vero cambiamento”. Maggiori dettagli emergeranno solo alla fine del dibattito alla Camera, a fine serata.
Secondo gli ultimi sondaggi, il Partito Conservatore è ancora molto avanti, anche se non è chiaro se il rinvio della Brexit sarà criticato contro Johnson e se il partito radicale anti-UE Brexit sottrarrà voti ai Tory insoddisfatti. I partiti pro-UE SNP, LibDems, Remain e Verdi, che propongono di restare nell’UE, registrano un lieve progresso e mantengono una posizione di centro.
Soprattutto per il Labour le prospettive sono incerte: non solo i dirigenti e i quadri del partito, ma anche i fedeli elettori Labour sono divisi sull’uscita o meno dall’UE. Corbyn ha forse ora l’opportunità di sostenere la sua proposta (già presentata ma trascurata) per un’uscita parziale del Regno Unito dall’UE, in cui soprattutto economia e commercio rimarrebbero legati al continente europeo. Ma ci sono anche politici del Labour che apertamente chiedono la sostituzione di Corbyn.
La Camera dei Comuni deve essere sciolta almeno 25 giorni lavorativi prima di elezioni nazionali. Questo dovrà quindi avvenire venerdì prossimo se le elezioni saranno il 9 dicembre. Per elezioni il 12 dicembre, i parlamentari dovrebbero andare a casa solo dal 6 novembre, ma ciò non va bene a LibDems e SNP.

