La nuova votazione nella Commissione di Ricorso è necessaria perché il mese scorso nel Comitato Permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF) non si è raggiunta una maggioranza né a favore né contro il prolungamento. Per la decisione sul glifosato è richiesta una maggioranza qualificata: minimo il 55% degli Stati membri dell’UE e il 65% della popolazione dell’UE.
Germania, Francia e Slovenia si sono astenuti il mese scorso, e Croazia, Lussemburgo e Malta hanno votato contro. Gli astenuti e i contrari rappresentano insieme il 35,27% della popolazione dell’UE. Quindi la soglia del 65% è stata mancata di poco dai sostenitori.
Negli ultimi anni diversi Stati membri dell’UE hanno dichiarato che – in attesa dell’UE – avrebbero adottato delle proprie restrizioni sul glifosato. Il presidente francese Macron aveva detto in precedenza di essere contrario a un’estensione dell’autorizzazione, ma ha abbandonato questa posizione.
Nei Paesi Bassi, la Camera bassa ha approvato nel 2018 una mozione per limitarne l’uso, ma negli ultimi anni i ministri Schouten, Staghouwer e Adema non hanno assunto questa posizione all’interno dell’UE.
Il glifosato nei prodotti agricoli è controverso da molti anni perché, secondo gli oppositori, comporta rischi per la salute. Il rinnovo nel 2017 è stato risicato, soprattutto grazie alla promessa di uno studio scientifico dell’EFSA. I Paesi Bassi sono uno dei quattro Stati che supervisionano tale studio. Finché quel parere non è disponibile, a Bruxelles nessuno vuole prendersi responsabilità evidenti.
Per il secondo turno di voto di martedì questo significa anche che, ad esempio, un cambiamento di posizione della Slovenia, che rappresenta lo 0,47% della popolazione UE, verso il sì sarebbe sufficiente per un’estensione temporanea.
Martedì si guarda anche al comportamento di voto della Germania, dove da quest’anno governa una coalizione di centrosinistra, con il ministro dei Verdi Cem Özdemir all’Agricoltura. La Germania nel 2017, sotto il ministro CSU Schmidt, aveva votato a favore del rinnovo, irritando molto il partner di coalizione SPD, e contribuendo così a dare ai sostenitori una maggioranza risicata.

