La Francia ha avviato una prova di vaccinazione contro l'influenza aviaria HPAI. Se la prova avrà successo, i risultati saranno presentati all'Unione Europea. I ministri dell'agricoltura dovranno allora decidere se autorizzare la vaccinazione, cosa che potrebbe avvenire non prima del prossimo anno.
Saranno effettuati due test in condizioni agricole in una fattoria sperimentale su due gruppi di anatre, utilizzando due diversi preparati. Verrà prima condotto un test su un piccolo gruppo di animali, seguito da uno su un gruppo più grande.
Saranno testati due vaccini: uno prodotto dalla francese Ceva e l'altro da Boehringer Ingelheim. Lo studio consiste nella raccolta di dati sulla loro capacità di “proteggere gli uccelli acquatici e limitare l'eliminazione e la diffusione del virus”. La prova sarà eseguita sotto la supervisione di veterinari, della scuola veterinaria nazionale di Tolosa e di enti governativi francesi.
In seguito la sperimentazione verrà estesa a una decina di aziende agricole, secondo fonti del ministero francese. Se le conclusioni fossero favorevoli, la vaccinazione potrebbe essere possibile solo dal 2023 in poi, hanno sottolineato. Contemporaneamente, la Francia ha annunciato che per “condizioni favorevoli” saranno revocate nei maggiori territori del paese le restrizioni di mantenimento degli animali al chiuso e i divieti di trasporto, fatta eccezione per le province occidentali più colpite.
Le attuali norme UE vietano l'esportazione di pollame vaccinato per il rischio che possa essere portatore e veicolo del virus dell'influenza aviaria. Inoltre, in caso di vaccinazione estesa a livello UE, gli Stati membri devono iniziare negoziati con i paesi terzi verso cui vengono esportati uccelli e pollame.
All'interno della Commissione Europea, i diversi dipartimenti responsabili del Mercato Interno e della salute animale hanno opinioni differenti sull'approccio all'influenza aviaria. I Paesi Bassi vorrebbero vaccinare per evitare che le galline debbano essere confinate o abbattute in caso di contagio. Il ministro olandese dell'agricoltura Henk Staghouwer ha insistito più volte su questo, così come il francese Julien Denormandie.
I Paesi Bassi hanno il sostegno di altri dieci stati per affrontare il problema. È difficile prevedere quale sarà la soluzione precisa, perché la Commissione Europea deve ancora presentare proposte. I Paesi Bassi desiderano inoltre che nell’industria avicola i criteri per le uova da galline a terra vengano allargati. Attualmente un uovo può essere definito “da gallina a terra” solo se la gallina può uscire all’aperto, ma a causa delle restrizioni di confinamento dovute all’influenza aviaria le galline devono restare all’interno e quindi questi uova non sono più, a rigore, da gallina a terra.

