Ma non solo con il Green Deal, l'ambiente e il clima si delineano le sagome di una nuova politica agricola europea. All’inizio della campagna elettorale europea ci sono già almeno una decina di questioni che possono orientare il futuro dell’agricoltura nell’UE.
Per prima cosa, entra in gioco la possibile nomina del ministro olandese Wopke Hoekstra a nuovo Commissario per il Clima. Egli dovrà affrontare a Strasburgo un difficile colloquio di selezione, probabilmente a ottobre, con la commissione ambientale ENVI del Parlamento europeo.
Se dovesse essere ritenuto non all’altezza, questo potrebbe essere interpretato come un segnale che il Parlamento europeo intende mantenere la linea 'verde' sulla politica climatica di Frans Timmermans. Se anche la presidente Ursula von der Leyen della Commissione europea la pensasse allo stesso modo, potrebbe annunciarlo già mercoledì prossimo nel suo discorso annuale sullo 'Stato dell’Unione'.
Von der Leyen è sotto pressione da parte dei suoi stessi democristiani, che chiedono meno Green Deal e politica ambientale e più attenzione all’agricoltura e alle zone rurali. Probabilmente Von der Leyen non vorrà esporsi direttamente, oppure potrebbe scegliere una «fuga in avanti».
A parte questo, bisogna attendere per vedere se la politica di Bruxelles sarà in grado di risolvere il conflitto tra il commissario all’agricoltura polacco Janusz Wojciechowski e gli altri 26 commissari. Wojciechowski ha una strategia completamente personale riguardo all’export di grano ucraino verso i porti dell’UE. Questa disputa all’interno del collegio dei commissari di Von der Leyen potrebbe diventare una questione decisiva.
Inoltre, Von der Leyen dovrà tenere un discorso sulla “futuro dell’agricoltura” una settimana più tardi (19 settembre) a un congresso del PPE nel suo “territorio” bavarese, in Germania. Nello stato federale tedesco, solitamente conservatore e situato nel sud, si tengono elezioni regionali l’8 ottobre.
I risultati potrebbero indicare in che misura una politica più di destra e più agricola possa portare al ritorno degli elettori CDU/CSU fuggiti. Secondo i sondaggi d’opinione si assiste a un ripiegamento verso posizioni di destra in alcuni paesi UE, ma recentemente ciò non è accaduto in Spagna.
Una settimana dopo (15 ottobre) si terranno in Polonia le elezioni parlamentari, che saranno anch’esse fortemente incentrate su agricoltura e aree rurali. Anche lì si chiede se contadini e agricoltori delusi torneranno alla coalizione nazional-conservatrice PiS. La questione del grano ucraino, una possibile chiusura delle frontiere e il commissario Wojciechowski ribelle sono tutte polveri da sparo.
Qualche settimana dopo ancora (22 novembre) si terranno le elezioni parlamentari nei Paesi Bassi. Anche in quel caso si discutono i possibili ritorni degli ex elettori CDA o se chi ha abbandonato cercherà nuove forze politiche e nuovi politici. I risultati delle elezioni in Baviera, Polonia o Paesi Bassi non saranno decisivi per la politica europea, ma potranno essere indicatori importanti.
Molto più decisiva sarà la questione se la potenza agricola Ucraina sarà ammessa nell’Unione Europea. I negoziati inizieranno il 16 dicembre. Dieci paesi sono candidati all'adesione all’UE; alcuni sono tenuti in sospeso da anni.
Presto gli stati membri dell’UE dovranno decidere se non sia il caso di rimettere in ordine prima le proprie faccende interne. Era comunque stato sostanzialmente concordato dopo l’uscita del Regno Unito. Se l’UE ammetterà rapidamente l’Ucraina come priorità, questo avrà senza dubbio effetti sulla politica agricola comune, in ogni caso…

