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Le compagnie di navigazione chiedono all'UE fondi e marina contro pirati e dirottatori

Iede de VriesIede de Vries
Foto di Shaah Shahidh su Unsplash — Foto: Unsplash

I proprietari di navi europei sono molto preoccupati per il numero crescente di episodi di pirateria e la continua violenza nel Golfo di Guinea. Secondo i proprietari, il Golfo di Guinea rimane una zona ad alto rischio per la pirateria e le rapine armate.

L'ultimo rapporto sulla pirateria dell'International Maritime Bureau (IMB) mostra che il Golfo di Guinea è diventato sempre più pericoloso per i marinai. Nei primi nove mesi del 2019, la regione rappresenta l'86% dei 49 membri di equipaggio presi in ostaggio e l'82% dei 70 membri di equipaggio rapiti in tutto il mondo.

Secondo le compagnie, queste minacce mettono in pericolo anche il commercio e lo sviluppo sia nella regione che a livello globale. È tempo che gli Stati membri dell'UE intensifichino i loro sforzi per rafforzare la sicurezza marittima nel Golfo, affermano i proprietari. L'ECSA esorta i legislatori europei a prendere una serie di misure affinché navi ed equipaggi possano operare in un ambiente sicuro. Sono indispensabili gli sforzi dell'UE con gli Stati costieri e il contributo attivo dei suoi membri al di fuori delle acque territoriali, come l'impiego di navi da guerra, per migliorare l'attuale situazione insicura.

L'ECSA ha inoltre ribadito la sua richiesta di un forte sostegno finanziario da parte dell'UE, in una campagna congiunta con oltre 40 associazioni e organizzazioni europee. Per realizzare un sistema di trasporto veramente neutro dal punto di vista climatico, verde, integrato, digitale e accessibile a tutti, sono necessari investimenti e finanziamenti. Inoltre, secondo i proprietari, sono ancora necessari 750 miliardi di euro per completare la rete transeuropea di trasporto (TEN-T) entro il 2030.

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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