L'Europa sta cercando una via di fuga per evitare un veto minacciato da Polonia e Ungheria contro il bilancio pluriennale europeo. Questa opposizione polacco-ungherese rischia di bloccare anche l'erogazione del mega fondo di recupero per la pandemia e il finanziamento per il regime transitorio della nuova politica agricola.
La questione rischia di far fallire in partenza il prossimo vertice dei leader UE. Per questo la Commissione Europea, con il sostegno di Francia e Paesi Bassi, sta elaborando un piano di erogazione con 25 Stati membri dell’UE, escludendo i due riottosi. In tal caso verrebbe abbandonata per la prima volta la “sacra unanimità” nelle questioni di bilancio.
La disputa sul bilancio pluriennale 2021-2027 riguarda numerosi punti. Il più grande ostacolo è un nuovo sistema di sanzioni per i Paesi che non rispettano le “norme e valori europei”. Sempre più politici europei ritengono che il premier ungherese Orbán e il partito polacco PiS abbiano agito in modo autonomo troppo a lungo.
Dato che Polonia e Ungheria sembrano decise a bloccare il pacchetto di bilancio insieme al fondo di recupero (per un totale di 1.820 miliardi di euro), rischia di bloccarsi l’intero finanziamento UE.
La Commissione Agricoltura e i ministri dell’Agricoltura hanno approvato la scorsa settimana un regime transitorio biennale per i sussidi della PAC, ma ora anche quel finanziamento è incerto. Tutti riconoscono che quel regime transitorio deve essere pagato e fa quindi parte del bilancio AGRI 2021, che a sua volta fa parte del bilancio pluriennale UE 2021-2027 ora in discussione.
I capi di Stato e di governo ne discuteranno la prossima settimana (10-12 dicembre), e l’intero Parlamento Europeo nella settimana successiva (14-17 dicembre). Tra tutto questo caos rischia di essere messa nuovamente in pericolo anche la finanziabilità di tutti gli accordi agricoli…

