La televisione pubblica olandese NTR trasmette mercoledì sera un programma televisivo sulle bugie, invenzioni e notizie fantasiose diffuse dall’allora corrispondente britannico Boris Johnson presso l’Unione Europea a Bruxelles. L’attuale primo ministro britannico è stato dal 1989 al 1994 corrispondente UE per il quotidiano scandalistico Daily Telegraph.
Lo storico e produttore olandese Hans Goedkoop ripercorre in questo programma "Andere Tijden" (NTR/VPRO) quegli anni. Questo programma storico è noto per i suoi approfondimenti accurati e ben documentati sugli eventi passati.
Tra il 1989 e il 1994 Boris Johnson lavorò come corrispondente UE a Bruxelles per The Daily Telegraph. Nel magazine storico si mostra come svolgeva il suo lavoro da giornalista. Viene presentata una panoramica delle notizie più improbabili da Bruxelles, di cui Johnson all’epoca riferiva.
L’allora corrispondente europeo inventava per il suo giornale diverse "proposte UE" di sana pianta. Johnson scrisse che l’Unione Europea voleva introdurre un preservativo con una lunghezza standard. Ma questa sarebbe stata troppo piccola per i britannici e troppo grande per gli italiani. Inoltre il corrispondente inventò piani UE per il divieto dei cetrioli storti e l’obbligo per i pescatori britannici di indossare delle reti per capelli.
I suoi articoli alimentarono fortemente il sentimento anti-europeo in Inghilterra. Durante il referendum del 2016 sul mantenere o meno la permanenza nell’UE, i politici contrari all’UE usarono la retorica che da anni molti tabloid britannici riversavano sulla Gran Bretagna.
Johnson, che a Bruxelles si faceva spesso sentire rumorosamente alle conferenze stampa, non godeva di grande simpatia tra politici, portavoce e colleghi giornalisti. Ma i suoi lettori divoravano i suoi articoli. Ex colleghi olandesi e britannici del primo ministro conservatore si esprimono nel programma televisivo olandese.
Secondo sue recenti dichiarazioni personali, Johnson avrebbe preferito essere trovato morto in un fosso piuttosto che rimandare ancora l’uscita britannica dall’UE. La data del 31 ottobre era sacra per lui. Ma il rinvio è avvenuto e ora i britannici voteranno il prossimo 12 dicembre per un nuovo parlamento. Per la terza volta in quattro anni si tengono elezioni generali.

