De Croo (Open VLD) ha dichiarato martedì sera nel programma televisivo 'Terzake' della VRT: “Dobbiamo fare una scelta una volta per tutte”, criticando poi la Legge europea sul ripristino della natura in preparazione.
Nel sistema parlamentare belga il governo nazionale si occupa solo di grandi dossier come Difesa e Politica estera, mentre la maggior parte delle decisioni politiche sensibili sono assegnate ai governi di Fiandre e Vallonia. La dichiarazione del premier lo colloca tuttavia sulla stessa linea della Ministra dell’Ambiente fiamminga Zuhal Demir (NVA), che martedì ha chiesto un "controllo della realtà" o addirittura una "pausa" nei nuovi piani climatici.
Le osservazioni di De Croo e Demir somigliano molto a quelle del presidente francese Macron che due settimane fa in un congresso industriale disse la sua sulla politica ambientale europea. Quelle dichiarazioni furono inizialmente interpretate come un appello a frenare le tre importanti leggi ambientali attualmente in discussione nell’UE.
Ma il palazzo presidenziale francese ha poi mitigato il messaggio, affermando che il presidente intendeva dire che ritiene che l’UE stia già avanzando abbastanza nelle politiche ambientali e climatiche.
Il premier liberale belga De Croo si è mostrato comunque favorevole agli obiettivi ambientali dell’UE nel Green Deal, come la riduzione dei gas serra. Tuttavia ha mostrato esitazione rispetto a ulteriori sforzi per proteggere la biodiversità: "Dobbiamo evitare che il carico diventi troppo pesante..." De Croo ha detto di temere che l’industria europea non riesca più a sostenere la regolamentazione.
Le forze verdi nel governo federale (Vlaams Groen e il partito francofono Ecolo) hanno espresso meno comprensione per la paura del premier. Hanno definito le sue dichiarazioni scandalose e hanno affermato che non parlava a nome del governo nazionale.
“Gli accordi europei non sono semplici fogli di carta. Il premier si schiera con i ritardatari del clima”, hanno affermato i leader del partito dei Verdi. Hanno sottolineato che natura e clima vanno di pari passo e hanno insistito per un’accelerazione piuttosto che un rallentamento. In precedenza la ministra nazionale per il clima Zakia Khattabi aveva chiesto l’attuazione immediata della legge sul ripristino della natura. Ha criticato le dichiarazioni di De Croo definendole “non la posizione federale, né quella belga”.
La proposta di legge per il ripristino della natura è sotto attacco sia dalla commissione agricoltura che dai gruppi di centrodestra e conservatori nel Parlamento europeo. Questi ultimi respingono la proposta. L’intenzione è che la commissione ambiente (envi) decida il 15 giugno se la proposta attuale sia sufficientemente valida per la discussione finale in un cosiddetto trilogo, la trattativa decisiva a tre parti sulle proposte legislative della Commissione europea.
Il commissario per il clima Frans Timmermans ha invitato all’inizio di questa settimana sia gli europarlamentari della commissione agricoltura che quelli dell’envi a uscire dalle loro trincee e a sedersi al tavolo delle negoziazioni.

