Non è ancora troppo tardi per tenere maggiormente conto della politica ambientale e climatica del Green Deal dell’UE nella nuova Politica Agricola Comune europea.
Lo afferma la presidente Ursula von der Leyen della Commissione Europea in una lettera di risposta al gruppo dei Verdi. Questi ritengono che la politica agricola indebolita debba essere completamente ritirata.
Von der Leyen rammarica il fatto che sia il Parlamento Europeo sia i 27 ministri dell’Agricoltura abbiano adottato posizioni più moderate rispetto alla proposta della Commissione. Giovedì a Bruxelles inizierà il trilogo, il confronto a tre parti tra Parlamento, Commissione e Consiglio dei Ministri, per arrivare a una posizione comune definitiva.
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Von der Leyen afferma che ci sono ancora margini di miglioramento e per questo motivo valuta di non ritirare la proposta della Commissione. Il commissario europeo olandese Frans Timmermans tiene invece apertamente questa possibilità, come ha detto recentemente in un’intervista a RTL Nieuws.
L’europarlamentare olandese Bas Eickhout ritiene spiacevole che Von der Leyen non voglia ritirare la proposta della PAC e ricominciare da capo. Von der Leyen ha già sottolineato con tatto che la proposta è stata elaborata nel 2018 dalla precedente Commissione, non dal suo team. Inoltre afferma che il Green Deal non è un ostacolo, ma una soluzione...
Eickhout è comunque soddisfatto "che la presidente della Commissione concordi con noi sull’importanza del Green Deal per contrastare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. È incoraggiante vedere che sottolinea come la strategia "dalla fattoria alla tavola" e la biodiversità devono essere integrate nella nuova PAC", ha detto Eickhout.
Se gli obiettivi ambientali e climatici del Green Deal (il fiore all’occhiello della Commissione Von der Leyen!) non verranno raggiunti perché "l’agricoltura" non collaborerà sufficientemente, Timmermans non esclude il ritiro. Un portavoce della Commissione ha però sottolineato che non si è ancora arrivati a questo punto.
Secondo Timmermans gli agricoltori hanno bisogno del Green Deal per diventare un settore economicamente sostenibile nel futuro. Egli evidenzia che "ottanta percento dei milioni di sussidi finisce nelle mani del venti percento degli agricoltori. E non si tratta nemmeno di famiglie agricole medie, ma di grandi proprietari terrieri e conglomerati agricoli".
Le obiezioni di Von der Leyen e Timmermans si concentrano soprattutto sul fatto che nella nuova PAC è prevista una "fase di prova" biennale. La maggioranza di centrodestra e conservatrice del Parlamento Europeo (soprattutto dei Paesi agricoli dell’Europa orientale) vuole mantenere aperta la possibilità di modificare, sospendere o revocare le misure nel corso del tempo.
Timmermans non gradisce nemmeno che maggior controllo e attuazione vengano trasferiti ai singoli Paesi (leggi: ai ministeri nazionali dell’Agricoltura). Così Bruxelles potrà rilevare se qualcosa non va, ma spetta agli Stati decidere se intervenire.
Le trattative del trilogo si svolgeranno nelle prossime settimane in tre sottocomitati distinti. Questi incontri si tengono a porte chiuse. Il principio è che "non è stato deciso nulla finché non è stato deciso tutto". Ciò significa che non potranno essere resi noti risultati intermedi e probabilmente a metà dicembre servirà una scelta netta "accettare o rifiutare".
Contrariamente alle precedenti occasioni, il trilogo non sarà guidato dal commissario all’Agricoltura (Wojciechowski), ma da Timmermans (ENVI–Clima e Ambiente) e da Stella Kyriakides (EFSA–Sicurezza alimentare). Inoltre, per i Paesi Bassi c’è solo un olandese della commissione AGRI in uno dei tre gruppi negoziali: Bert-Jan Ruissen (SGP).
In aggiunta, questo trilogo sulla PAC non vede coinvolti soltanto membri di AGRI bensì anche un relatore della commissione ambientale ENVI come membro associato nella delegazione negoziale principale. Ciò significa che la definizione della nuova politica agricola non è più un percorso autonomo della commissione agricoltura e della lobby agricola europea ben organizzata, ma che il guardiano del Green Deal, ENVI, può ancora complicare le cose. Nella commissione ambientale ENVI siedono sei olandesi, tra cui due vicepresidenti, Bas Eickhout (Verdi) e Anja Hazenkamp (Partito per gli Animali).

