La procedura legale riguarda la recente revisione legislativa slovacca che, secondo la Commissione, compromette principi fondamentali del diritto UE. Al centro della questione c’è il fatto che solo la Slovacchia riconosce i sessi biologicamente determinati come maschio e femmina. Ciò ha ripercussioni più ampie sull’applicazione del diritto UE in materia di uguaglianza e non discriminazione.
Inoltre, la nuova costituzione inasprisce le regole per l’adozione e l’istruzione. I programmi scolastici devono aderire in modo più esplicito ai principi culturali ed etici slovacchi, riducendo così lo spazio per l’interpretazione.
Il primo ministro Robert Fico presenta la riforma come una difesa della sovranità slovacca. Ha dichiarato che Bratislava deve decidere da sola quanti sessi riconoscere nel paese e chi può sposarsi. Il Paese segue così la linea del vicino Ungheria. Fico ha detto di non temere un conflitto con l’UE.

