Frans Timmermans, attualmente capo del clima UE, ha deciso di lasciare Bruxelles e tornare nei Paesi Bassi per diventare il capolista di una nuova coalizione di due partiti: i socialdemocratici di sinistra (PvdA) e i Verdi (GroenLinks). Secondo diversi sondaggi, la nuova combinazione di partiti guidata da Timmermans ha buone possibilità di uscire vincitrice dalle elezioni anticipate del parlamento del 22 novembre.
Il panorama politico olandese si è frammentato molto negli ultimi anni e conta attualmente venti piccoli gruppi e scissioni personali, con due gruppi di estrema destra (FvD, anti-UE e PVV, anti-islam) e il partito agricolo rurale BBB. A seguito delle recenti svolte politiche, anche altri importanti leader politici olandesi hanno annunciato il loro addio all'Aia.
La caduta anticipata della coalizione di cinque partiti (di centro) di Mark Rutte era attesa da tempo da molti osservatori politici, poiché il suo governo era la continuazione identica di quello precedente caduto nel 2021. Quel governo si era dimesso dopo che era emerso che l’Agenzia delle Entrate olandese aveva discriminato per anni residenti con cognomi stranieri, classificandoli come frodatori.
Più ministri si dimisero allora vergognandosi, ma Rutte si ricandidò e, dopo difficili negoziati, tornò nuovamente premier.
L’ormai ex commissario europeo Timmermans era in precedenza diplomatico olandese (tra cui a Mosca), parlamentare e ministro degli Esteri. Nel 2014 attirò l’attenzione internazionale alle Nazioni Unite accusando la Russia per l’abbattimento del volo MH17 sopra l’Ucraina e sostenendo le sanzioni occidentali contro Mosca per l’occupazione della Crimea.
Dopo le elezioni europee del 2019, Timmermans, capolista dei socialdemocratici S&D, fu per breve tempo candidato a diventare il nuovo presidente della Commissione Europea, ma i capi di Stato europei scelsero infine la cristianodemocratica tedesca Ursula von der Leyen.
Come primo vicepresidente, negli ultimi anni Timmermans è stato responsabile della realizzazione del Green Deal europeo, il progetto sul clima e l’ambiente contro il riscaldamento globale e lo sfruttamento del pianeta. Da questo sono nate decine di leggi contro l’inquinamento dell’aria e del suolo, e modifiche nella legislazione agricola e sulla natura. Inoltre, la transizione verso energie sostenibili da solare e eolico ha ricevuto un grande impulso sotto la sua guida.
La combinazione dell’esperienza di Timmermans, il suo focus sulle tematiche climatiche e il largo sostegno di PvdA e GroenLinks nei sondaggi lo pongono in una posizione forte per dominare le elezioni di novembre e diventare eventualmente il prossimo premier olandese. È chiaro che Timmermans, con il suo impressionante curriculum e la sua ambiziosa visione, sarà un attore importante in questo periodo entusiasmante per la politica olandese.
La notizia del ritorno di Timmermans alla politica olandese ha già attirato attenzione internazionale. Il suo mandato nella Commissione Europea sarebbe dovuto durare fino alla fine del 2024, ma la presidente della Commissione Ursula von der Leyen dovrà ora nominare un sostituto per il commissario olandese in uscita. Lo farà ovviamente in consultazione con il premier dimissionario Rutte, che ha già detto più volte di non ambire a una carica internazionale nell’UE.
In teoria, Von der Leyen potrebbe nominare uno dei 27 commissari attuali come sostituto temporaneo, argomentando che la maggior parte delle importanti decisioni su clima e ambiente sono già state prese e che la Commissione attuale sarà comunque poco attiva il prossimo anno (a causa della campagna elettorale europea di giugno 2024).
Inoltre, per il periodo di appena un anno, il principale negoziatore olandese di Timmermans, l’ex ministro Diederik Samsom, potrebbe prendere il posto del suo capo in partenza.

